Cristiano Ronaldo si è auto-squalificato dal Portogallo: cosa dice l’articolo 160, rischia 6 mesi di stop
Cristiano Ronaldo ha detto che dirà la verità a tempo debito dopo aver lasciato il ritiro del Portogallo senza alcuna giustificazione. Il regolamento, però, ne ha già sancita una chiarissima che prescinde dalla sua versione. Lo strappo di CR7, in aperta polemica con il ct, Jorge Jesus, che nella sfida di Nations League con la Norvegia lo ha lasciato in panchina, ha attivato l'articolo 160 della Federcalcio lusitana: comporta la sospensione preventiva immediata per comportamenti di quel tipo. In buona sostanza, il calciatore s'è già squalificato da solo. Gli organi disciplinari adesso devono decidere se per 1 mese oppure per 6. A 41 anni la differenza è tutta qui: tra una punizione esemplare e una fine che avrebbe meritato ben altri accenti.
Cosa dice il regolamento: l'articolo 160 della Federcalcio portoghese
La norma che fa riferimento a quella sorta di personale ammutinamento messo in atto dal cinque volte Pallone d'oro è l'articolo 160 su mancata presentazione o abbandono delle attività della nazionale. La lettura del testo dà l'esatta dimensione della sanzione nella quale incorrerà il giocatore.
Qualsiasi giocatore che, pur essendo stato regolarmente convocato, abbandoni ingiustificatamente o non si presenti all'allenamento, a una partita o a qualsiasi attività delle squadre nazionali o relativa alla rappresentanza sportiva della FPF o del Portogallo, sarà sanzionato con una sospensione da uno a sei mesi e, inoltre, se il giocatore è un professionista, con una multa da 5 a 10 UC (tra circa 500 e 1.000 euro, ovvero 102 euro per unità di conto).
Due dettagli spiegano la gravità della situazione che lo giocatore ha provocato a dispetto delle norme: per i professionisti è prevista anche una multa da 5 a 10 unità di conto, tra i 500 e i 1.000 euro. La cifra è sicuramente irrisoria per CR7 ma è l'altro aspetto della norma che lascia una macchia sulla carriera proprio adesso che meriterebbe una chiusura (almeno nel rapporto con la nazionale) celebrativa, gloriosa, da grande saggio e non certo da campione capriccioso ed egoista.
La sospensione preventiva automatica non gli fa onore. Nel momento in cui abbandoni, sei già fuori fino a quando il Tribunale Federale non prende una decisione. E Ronaldo si è messo in questa condizione da martedì scorso. Da quando, dopo non aver digerito la panchina con gli scandinavi, si è di fatto auo-escluso: prima allenandosi da solo in palestra poi lasciando il ritiro senza nemmeno salutare i compagni di squadra.
La FIFA può fermarlo anche con l'Al Nassr?
No. Il Codice Disciplinare FIFA all'articolo 70 prevede l'estensione mondiale della sanzione solo per infrazioni gravi come discriminazione o combine. E l'abbandono del ritiro non rientra in quel ventaglio di aggravanti. Potrebbe aprire un procedimento qualora ci fosse una richiesta esplicita della Federazione portoghese (articolo 136 e successivi), ma è molto difficile che si prefiguri una cosa del genere. L'unica ricaduta è che se non sconta la squalifica in Nations League, per l'articolo 39 (carrying over match suspensions) se la trascina alle qualificazioni a Euro 2028.
L'autogol legale di CR7: lascia la nazionale nel modo peggiore
Triste, solitario y final. Oltre che avvelenato. È la parabola del campione che sbatte la porta in faccia a tutti, dando la colpa ad altri. La questione, però, è morale e regolamentare allo stesso tempo: CR7 ha provato a fare pressione sul ct, Jorge Jesus, ma s'è scontrato con la sua autorità ("decido io chi gioca", le parole in conferenza). E adesso se la FPF opterà per la sanzione minima (un mese), salterà solo la finestra di ottobre/novembre. Se applicherà il massimo (6 mesi) dice addio a tutta la Nations League e anche a parte delle qualificazioni a Euro 2028 che scattano a marzo 2027.
E considerata la sua età (allora avrà 42 anni) un periodo così lungo lontano dalla nazionale è un addio. Doloroso e discutibile, per tutti. E anche se annuncia che "a tempo debito dirò a tutti i portoghesi la verità", lasciando filtrare di essersi sentito tradito, la sua immagine di grande campione stride con quella di Lionel Messi, che ha fatto un passo indietro nell'Argentina senza clamori, e di Luka Modric, che s'è messo al servizio della Croazia.