30 Giugno 2021
13:57

Ribery lascia la Fiorentina ma vuole restare in Italia: idea Venezia

La Fiorentina ha deciso di non rinnovare il contratto di Franck Ribery, che scadrà nella giornata di oggi. Dopo due anni, dunque, il francese lascia Firenze, nonostante la sua intenzione di continuare almeno un altro anno in maglia viola. La società di Rocco Commisso, però, ha deciso di non puntare su di lui e l’ex Bayern Monaco si sta guardando intorno. Vorrebbe continuare a giocare in Italia e c’è l’opzione Venezia, che resta però difficilmente percorribile.
A cura di Valerio Albertini

Oggi è 30 giugno, giorno di scadenza di contratti e, dunque, addii. Vale per tutte le squadre, ma in casa Fiorentina la giornata di oggi sarà ricordata come l'ultima di Franck Ribery con la maglia viola. La società di Rocco Commisso, di concerto con il nuovo tecnico Vincenzo Italiano, infatti, non ha intenzione di rinnovare il contratto dell'esterno francese, arrivato due estati fa dal Bayern Monaco e accolto da 20.000 persone allo stadio Franchi di Firenze. A dominare, nell'ultimo scorcio del rapporto tra Ribery e la Fiorentina, è stato il silenzio. Il transalpino aveva cenato con Rino Gattuso nei primi giorni di giugno e, a quei tempi, le valutazioni sul suo futuro erano ancora in corso. Ora, dopo il ribaltone che ha sancito l'addio dell'ex allenatore del Napoli e l'avvento (non ancora ufficiale) di Italiano, la decisione sembra essere definitiva.

Pur non rappresentando una priorità in un momento difficile come quello vissuto dalla Fiorentina nelle ultime settimane, se ci fosse stata la volontà di proseguire insieme, probabilmente, una chiamata sarebbe arrivata. Così non è stato, nonostante le reiterate parole d'amore nei confronti di Firenze pronunciate dallo stesso Ribery, con le ultime che sono arrivate oggi quando, a Radio Toscana tramite l'amico Sebastien Frey, ha provato a lanciare un messaggio alla proprietà: "Voglio restare, la mia priorità è la Fiorentina. Mi trovo bene a Firenze e con i tifosi viola". Il francese sarebbe anche disposto a ridursi, e di molto (c'è chi parla della metà), lo stipendio da 4 milioni di euro che ha percepito nelle ultime due stagioni, ma le valutazioni della società di Commisso, oltre che economiche, sembrano essere soprattutto tecniche.

La delusione per la mancata chiamata della Fiorentina

L'apporto di Ribery nei suoi due anni in viola non è stato quello che ci si aspettava: solo cinque gol e dieci assist in 51 presenze. Allo stesso tempo, però, il suo contributo nella crescita di Dusan Vlahovic, sia dentro che fuori dal campo, è stato evidente. Lo stesso Franck, probabilmente, si sarebbe aspettato di poter ricoprire ancora questo ruolo di chioccia anche con il nuovo acquisto viola Nico Gonzalez e ci è rimasto male per non aver ricevuto nemmeno una chiamata dalla società, come ha raccontato il suo amico Luca Toni: "L'ho sentito in queste ore ed è molto dispiaciuto, lui voleva rimanere alla Fiorentina. Stava aspettando ancora una chiamata da Commisso o da Barone, ma credo non abbia sentito più nessuno". La dirigenza della Fiorentina, però, ha deciso di mettere un punto fermo rispetto al passato e ripartire da zero con un nuovo progetto tecnico, che non prevederà la presenza dell'esterno francese.

Il futuro di Ribery: vorrebbe restare in Italia

Ribery da domani sarà libero di accordarsi con un nuovo club e, nonostante i 38 anni compiuti ad aprile, la sua volontà sarebbe quella di continuare a giocare, rimanendo in Italia. Per questo, nelle ultime ore si sarebbe offerto alla Lazio, che avrebbe però declinato la proposta. Sullo sfondo, ci sarebbe una possibilità Venezia, con la società veneta che starebbe pensando all'esterno francese come colpo mediatico per il ritorno in Serie A. Resta un'opzione difficile, in quanto Franck dovrebbe ridursi moltissimo lo stipendio, così come complicate sono le piste che portano in Serie B e lo vorrebbero vicino a una tra Parma e Monza. Ciò che appare certo, a meno di ripensamenti dell'ultimissima ora, è che Ribery non farà parte della Fiorentina il prossimo anno e lascerà la Viola dopo due stagioni in cui non è riuscito a far sognare la città di Firenze come avrebbe voluto.

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