Dopo le parole, ecco i fatti. Il giudice sportivo francese ha infatti emesso i suoi verdetti, dopo la vergognosa caccia all'uomo andata in scena durante Paris Saint-Germain-Marsiglia e dopo l'ormai famosa lite a cielo aperto tra Neymar e Alvaro Gonzàlez. Dopo aver letto il rapporto dell'arbitro, il comitato disciplinare della Lega Calcio francese ha infatti squalificato per due turni (più uno sospeso) il brasiliano, mentre si è preso qualche ora di tempo in più per aprire un'inchiesta e valutare la posizione del difensore dell'OM: accusato da Neymar di insulti razzisti.

Dopo aver saltato la gara di stasera contro il Metz, vinta dai parigini grazie alla rete al 93esimo di Draxler, l'ex Barcellona salterà anche la sfida di Nizza e dovrà aspettare il 27 settembre per tornare in campo a Reims. Tra i giocatori coinvolti nella rissa e puniti dal giudice figurano anche Kurzawa (fermato per sei giornate), Amavi e Paredes (entrambi squalificati per due turni) e Benedetto che se l'è cavata con un solo turno di stop. Oltre ad Alvaro Gonzàlez, ci sarà inoltre un supplemento di indagine per Di Maria e per il suo presunto spunto al difensore spagnolo di Villas-Boas.

Le scuse di Neymar

Nelle scorse ore, intanto, Neymar è tornato sull'episodio della gazzarra con il giocatore dell'OM e degli insulti razzisti che avrebbe ricevuto: "Sono triste nel vedere il sentimento di odio che si può provocare quando ci si ribella a caldo – ha scritto su Instagram – Avrei dovuto ignorare gli insulti razzisti? Ancora non lo so. Oggi, a mente fredda, penso di sì, ma sul momento, i miei compagni ed io abbiamo chiesto aiuto agli arbitri, e siamo stati ignorati. Questo è il tema. Mi sono smarrito durante la partita e mi è mancata la saggezza. Considero però un dovere cercare di pacificare questo movimento antirazzista, affinché i meno privilegiati possano essere difesi normalmente".