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Prima di Roma-Bologna, tutti i derby italiani nella storia dell’Europa League/Coppa UEFA

Roma-Bologna sarà solo l’ultimo derby italiano che la storia della Coppa UEFA e dell’Europa League annovera tra finali tesissime, rimonte storiche e storie del calcio italiano che era il punto di riferimento a livello mondiale.
A cura di Vito Lamorte
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Ronaldo festeggia il gol del 3–0 nella finale che l’Inter vinse contro la Lazio nel 1998 a Parigi.
Ronaldo festeggia il gol del 3–0 nella finale che l’Inter vinse contro la Lazio nel 1998 a Parigi.

C’è una strana forma di crudeltà nel calcio quando un sorteggio europeo, tra i nomi di club di svariate nazioni, sceglie di metterti davanti un vicino di casa. È il momento in cui la coppa europea, dal valore internazionale e di grande prestigio, si trasforma in una questione di quartiere, una battaglia tra vicini combattuta in smoking per l'importanza dell'appuntamento.

È il "Derby d'Europa": dove chi vince non conquista solo il turno, ma una supremazia sull'avversaria. L'Italia vivrà l'ennesimo derby con Roma-Bologna in Europa League ma non si tratta di una prima volta. La storia della Coppa UEFA e dell'UEL annovera finali tesissime, rimonte storiche e storie del calcio italiano che un tempo era il punto di riferimento a livello mondiale.

Il risveglio dei giganti (1988 – 1991)

Tutto comincia con il Napoli di Diego Armando Maradona. Nel 1989, i quarti di finale contro la Juventus sono una tragedia greca in due atti. Dopo il 2-0 bianconero all'andata, il San Paolo diventa un catino ribollente: un rigore di Diego, il raddoppio di Carnevale e, al minuto 119 dei supplementari, l’incornata di Renica che fa crollare lo stadio. È l'inizio dell'egemonia italiana.

L'anno dopo, nel 1990, la finale è Juventus-Fiorentina. È l'anno dell'addio di Roberto Baggio alla Viola, una ferita aperta che sanguina sul campo. La Juve vince 3-1 a Torino, mentre il ritorno a porte chiuse (per squalifica del campo) finisce 0-0. La coppa va a Torino, ma l'odio sportivo tra le due piazze diventa eterno.

Nel 1991, l'Italia occupa tre posti su quattro nelle semifinali. L'Inter elimina l'Atalanta nei quarti (0-0 a Bergamo, 2-0 a San Siro con Serena e Matthäus) e vola in finale contro la Roma. Un altro scontro nord-sud: i nerazzurri ipotecano la coppa all'andata con un 2-0, rendendo inutile l'orgoglioso 1-0 giallorosso all'Olimpico firmato Rizzitelli.

La favola Cagliari e il miracolo Parma (1993 – 1995)

La stagione 1993-94 appartiene al Cagliari. Gli isolani firmano un'impresa leggendaria nei quarti, eliminando la Juventus di Trapattoni (1-1 e 2-1). La Sardegna sogna la finale, ma in semifinale si scontra con l'Inter. L'andata al Sant'Elia è una girandola di emozioni finita 3-2 per i rossoblù, ma al ritorno a San Siro l'Inter di Bergkamp non ha pietà: un secco 3-0 che spegne i sogni sardi e lancia i nerazzurri verso il trofeo.

Il Parma esulta dopo la vittoria contro la Juventus allo stadio Meazza di Milano: è il secondo successo in campo europeo per i ducali dopo la Coppa delle Coppe di due anni prima.
Il Parma esulta dopo la vittoria contro la Juventus allo stadio Meazza di Milano: è il secondo successo in campo europeo per i ducali dopo la Coppa delle Coppe di due anni prima.

Nel 1995, la finale è un manifesto del calcio degli anni '90: Parma contro Juventus. È la sfida tra il nuovo che avanza di Nevio Scala e la potenza di Lippi. Decide un ex, Dino Baggio, che segna sia all'andata (1-0 al Tardini) che al ritorno (1-1 a San Siro, casa della Juve per l'occasione). Il Parma alza la coppa in faccia alla Vecchia Signora: è il secondo successo in campo europeo per i ducali dopo la Coppa delle Coppe di due anni prima.

Il Fenomeno e il decennio di silenzio (1997 – 2014)

Parigi, 1998. La prima finale in gara unica. Lazio-Inter. È la notte di Ronaldo, il Fenomeno. Il suo doppio passo su Marchegiani è un'immagine che appartiene alla storia del calcio mondiale. Finisce 0-3: Zamorano, Zanetti e Ronnie. La Lazio di Eriksson, fortissima, si deve inchinare alla serata di grazia totale dei nerazzurri.

Dopo un lungo digiuno, la rivalità torna nel 2014. Ancora Fiorentina-Juventus. Dopo l'1-1 di Torino, il ritorno al Franchi sembra sorridere ai viola. Ma a dieci minuti dalla fine, Andrea Pirlo disegna una parabola su punizione che toglie le ragnatele dall'incrocio e il respiro a Firenze. La Juve passa, il tabù continua.

Pirlo esulta dopo il gol al Franchi che manda la Juventus ai quarti di finale di Europa League.
Pirlo esulta dopo il gol al Franchi che manda la Juventus ai quarti di finale di Europa League.

Le notti moderne (2015 – 2024)

Nel 2015, la Fiorentina si prende la sua rivincita europea contro la Roma. Dopo l'1-1 dell'andata, il ritorno all'Olimpico è un massacro sportivo: in 22 minuti la Viola segna tre volte (Gonzalo Rodriguez, Babacar, Alonso). I tifosi giallorossi abbandonano lo stadio o fischiano sonoramente; è una delle cadute più rumorose della storia capitolina.

Arriviamo infine ai quarti del 2023-2024: Milan-Roma. I rossoneri sono i favoriti, ma Daniele De Rossi incarta Pioli tatticamente. All'andata decide Mancini a San Siro (0-1). Al ritorno, l'Olimpico è una bolgia: Mancini segna ancora, Dybala raddoppia con un arcobaleno. Nonostante l'espulsione di Celik che costringe la Roma in dieci per un'ora, il Milan sbatte contro il muro giallorosso. Finisce 2-1, con la Roma che vola in semifinale e San Siro che resta a interruzioni di fiato.

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