Prima di Roma-Bologna, tutti i derby italiani nella storia dell’Europa League/Coppa UEFA

C’è una strana forma di crudeltà nel calcio quando un sorteggio europeo, tra i nomi di club di svariate nazioni, sceglie di metterti davanti un vicino di casa. È il momento in cui la coppa europea, dal valore internazionale e di grande prestigio, si trasforma in una questione di quartiere, una battaglia tra vicini combattuta in smoking per l'importanza dell'appuntamento.
È il "Derby d'Europa": dove chi vince non conquista solo il turno, ma una supremazia sull'avversaria. L'Italia vivrà l'ennesimo derby con Roma-Bologna in Europa League ma non si tratta di una prima volta. La storia della Coppa UEFA e dell'UEL annovera finali tesissime, rimonte storiche e storie del calcio italiano che un tempo era il punto di riferimento a livello mondiale.
Il risveglio dei giganti (1988 – 1991)
Tutto comincia con il Napoli di Diego Armando Maradona. Nel 1989, i quarti di finale contro la Juventus sono una tragedia greca in due atti. Dopo il 2-0 bianconero all'andata, il San Paolo diventa un catino ribollente: un rigore di Diego, il raddoppio di Carnevale e, al minuto 119 dei supplementari, l’incornata di Renica che fa crollare lo stadio. È l'inizio dell'egemonia italiana.
L'anno dopo, nel 1990, la finale è Juventus-Fiorentina. È l'anno dell'addio di Roberto Baggio alla Viola, una ferita aperta che sanguina sul campo. La Juve vince 3-1 a Torino, mentre il ritorno a porte chiuse (per squalifica del campo) finisce 0-0. La coppa va a Torino, ma l'odio sportivo tra le due piazze diventa eterno.
Nel 1991, l'Italia occupa tre posti su quattro nelle semifinali. L'Inter elimina l'Atalanta nei quarti (0-0 a Bergamo, 2-0 a San Siro con Serena e Matthäus) e vola in finale contro la Roma. Un altro scontro nord-sud: i nerazzurri ipotecano la coppa all'andata con un 2-0, rendendo inutile l'orgoglioso 1-0 giallorosso all'Olimpico firmato Rizzitelli.
La favola Cagliari e il miracolo Parma (1993 – 1995)
La stagione 1993-94 appartiene al Cagliari. Gli isolani firmano un'impresa leggendaria nei quarti, eliminando la Juventus di Trapattoni (1-1 e 2-1). La Sardegna sogna la finale, ma in semifinale si scontra con l'Inter. L'andata al Sant'Elia è una girandola di emozioni finita 3-2 per i rossoblù, ma al ritorno a San Siro l'Inter di Bergkamp non ha pietà: un secco 3-0 che spegne i sogni sardi e lancia i nerazzurri verso il trofeo.

Nel 1995, la finale è un manifesto del calcio degli anni '90: Parma contro Juventus. È la sfida tra il nuovo che avanza di Nevio Scala e la potenza di Lippi. Decide un ex, Dino Baggio, che segna sia all'andata (1-0 al Tardini) che al ritorno (1-1 a San Siro, casa della Juve per l'occasione). Il Parma alza la coppa in faccia alla Vecchia Signora: è il secondo successo in campo europeo per i ducali dopo la Coppa delle Coppe di due anni prima.
Il Fenomeno e il decennio di silenzio (1997 – 2014)
Parigi, 1998. La prima finale in gara unica. Lazio-Inter. È la notte di Ronaldo, il Fenomeno. Il suo doppio passo su Marchegiani è un'immagine che appartiene alla storia del calcio mondiale. Finisce 0-3: Zamorano, Zanetti e Ronnie. La Lazio di Eriksson, fortissima, si deve inchinare alla serata di grazia totale dei nerazzurri.
Dopo un lungo digiuno, la rivalità torna nel 2014. Ancora Fiorentina-Juventus. Dopo l'1-1 di Torino, il ritorno al Franchi sembra sorridere ai viola. Ma a dieci minuti dalla fine, Andrea Pirlo disegna una parabola su punizione che toglie le ragnatele dall'incrocio e il respiro a Firenze. La Juve passa, il tabù continua.

Le notti moderne (2015 – 2024)
Nel 2015, la Fiorentina si prende la sua rivincita europea contro la Roma. Dopo l'1-1 dell'andata, il ritorno all'Olimpico è un massacro sportivo: in 22 minuti la Viola segna tre volte (Gonzalo Rodriguez, Babacar, Alonso). I tifosi giallorossi abbandonano lo stadio o fischiano sonoramente; è una delle cadute più rumorose della storia capitolina.
Arriviamo infine ai quarti del 2023-2024: Milan-Roma. I rossoneri sono i favoriti, ma Daniele De Rossi incarta Pioli tatticamente. All'andata decide Mancini a San Siro (0-1). Al ritorno, l'Olimpico è una bolgia: Mancini segna ancora, Dybala raddoppia con un arcobaleno. Nonostante l'espulsione di Celik che costringe la Roma in dieci per un'ora, il Milan sbatte contro il muro giallorosso. Finisce 2-1, con la Roma che vola in semifinale e San Siro che resta a interruzioni di fiato.