Il Napoli di Gennaro Gattuso è stato sconfitto per 3-1 dal Barcellona nel ritorno degli ottavi di finale di Champions. Alla fine del match, oltre al commento sulla prestazione della squadra, "ringhio" dedica una riflessione anche alla notizia del giorno: ovvero l'esonero di Maurizio Sarri e l'ingaggio di Andrea Pirlo – suo amico – alla guida della Juventus.

Una decisione a sorpresa ma comprensibile al netto della situazione contingente, del poco tempo a disposizione per programmare la prossima stagione, della situazione degli altri "candidati" e delle valutazioni fatte dalla dirigenza. Zidane era il sogno ma il Real non lo avrebbe mollato. Inzaghi ha ancora un accordo con la Lazio e Pochettino – nome caldo – non ha convinto abbastanza. A fare la differenza è stata la grande stima nei confronti dell'ex calciatore da parte del presidente, Andrea Agnelli.

Adesso sono cazzi suoi  – sorride in diretta tv, ai microfoni di Sky Sport -. Beato lui che ha cominciato subito alla Juventus, io ho detto così perché il mestiere è difficile. Bisogna studiare, lavorare, si dorme poco, non basta aver fatto una grande carriera. Faccio un grande in bocca al lupo ad Andrea.

Toccherà al "professore" ripartire laddove l'ex allenatore toscano ha fallito. Toccherà a lui sedersi su una panchina che ha bruciato Massimiliano Allegri e adesso si affida a lui che di esperienza non ne ha ed era arrivato da poco al timone dell'Under 23. Un azzardo e una scommessa che non sosterrà da solo ma con la forza di un gruppo e di una società che sperano di ritrovare in lui ciò che è stato Zidane per il Real Madrid.

Penso che chi è stato un grande calciatore deve dimenticare quanto prima possibile di esserlo stato – ha aggiunto Gattuso -. Questo mestiere non si fa solo leggendo i libri. Capello, che è lì in studio, può dirlo. È difficile come lavoro, non c'entra nulla aver fatto il giocatore. È un'altra cosa.