Dopo il ricovero di un calciatore del Pianese, risultato positivo al tampone del Coronavirus, l'intero organico della squadra toscana è stato messo in quarantena. La conferma è arrivata dal Comune di Livorno, allertato proprio da un altro dei componenti della rosa in via precauzionale. Si tratta di una semplice misura di routine, per il momento, al fine di ridurre al minimo i rischi di contagio tra compagni di squadra e – di conseguenza – all'esterno. Il giocatore attualmente ricoverato presso l'ospedale ‘Le Scotte' di Siena (e in buone condizioni) aveva accusato i primi sintomi lo scorso sabato, durante il ritiro pre-partita ad Alessandria in vista della sfida di campionato con la Juventus Under 23. La febbre alta nel giorno della partita lo aveva indotto a rinunciare alla gara e a rientrare a casa, in completa autonomia. Non c'è stato dunque alcun contatto con la squadra avversaria, eppure la Juventus ha deciso di prendere una serie di contromisure mirate a tutelare lo stato di salute dei suoi giocatori. In primis dei giovani dell'Under 23, ma anche della prima squadra.

Juventus, le misure contro il Coronavirus

La Juventus sta monitorando con attenzione le condizioni dei componenti della squadra Under 23, reduci dall'incrocio con il Pianese e quindi potenzialmente esposti al rischio di contagio. Ad oggi non si registrano segnali negativi dai giocatori protagonisti della sfida con la formazione toscana, ma a scopo precauzionale la Juve ha deciso di non aggregare nessuno degli elementi dell'Under 23 agli allenamenti della prima squadra. Alcuni dei giocatori della seconda squadra bianconera – che si allena in una struttura diversa rispetto a Cristiano Ronaldo e compagni – sono regolarmente presi in considerazione da mister Sarri per completare il gruppo dei convocati in occasione della partite di campionato, come successo anche nello scorso turno con ben quattro giocatori: Coccolo, Wesley, Peeters e Olivieri. Semplici misure a scopo cautelativo, in un momento in cui l'attenzione ai dettagli è ai massimi livelli.