Alvaro Morata è il nuovo uomo necessario per la Juventus di Andrea Pirlo, forse anche più di Cristiano Ronaldo perché è il giocatore dell'ultimo tocco, quello decisivo, quello del gol. Se non ci fosse il VAR, oggi, lo spagnolo avrebbe statistiche al riguardo ancor più incisive delle attuali, confermando la bontà del ritorno in bianconero e dell'inserimento al centro dell'attacco di questa Juventus. Ma la sua espulsione nel concitato finale di Benevento lo costringerà a saltare il prossimo turno. Una nota negativa per Pirlo che su Morata ha costruito gran parte del cammino iniziale di questa stagione.

Il prossimo turno di campionato per la Juventus sarà il derby contro i granata di Giampaolo, ulteriore ostacolo di un inizio di stagione non proprio eccezionale da parte di una Juventus che ha mostrato malessere generale soprattutto lontano dallo JStadium. Un progetto in fieri quello di Pirlo che, però, non ha possibilità di prendersi il tempo necessario per crescere e solidificarsi. Ed è per questo che alcune certezze – se vengono meno – rischiano di minare tutto ciò che è stato fatto finora. E Alvaro Morata per i bianconeri è una certezza cui difficilmente si può pensare di fare a meno.

Perché Morata è fondamentale per la Juventus

L'attaccante spagnolo è un elemento fisso per Pirlo sul fronte offensivo: sette partite su sette da titolare in campionato, tre su quattro da titolare in Champions League. Otto centri stagionali conditi da tre assist, che valgono la partecipazione attiva al 48% dei gol della Juventus in questa stagione. L'inizio di questa stagione è straordinaria anche sotto un altro punto di vista: per la prima volta in carriera ha segnato almeno 8 reti nelle sue prime 11 presenze stagionali in tutte le competizioni.

La grandezza di Morata è legata anche ad altri dati statistici: è uno dei tre attaccanti di questo campionato insieme a Berardi (Sassuolo) e a Mertens (Napoli) con almeno già 3 assist e 3 gol all'attivo.