Tre squadre bloccate sul mercato dalla volontà di un calciatore. Il sì (o il no) di Arek Milik tiene in scacco Juventus, Roma e Napoli. I club sono già d'accordo ma affinché tutti pezzi delle trattative combacino è necessario che l'attaccante polacco accetti il trasferimento in giallorosso. In tal senso, ulteriori contatti nella giornata odierna tra i capitolini e i suoi agenti potrebbero sbloccare l'impasse. Ecco perché le ultime notizie in tempo reale raccontano che il calciatore, 26enne e reduce da due gravi infortuni alle ginocchia, non ha partecipato all'allenamento, s'è preso una pausa di riflessione per decidere il proprio futuro con serenità. Una scelta delicata non solo per la situazione contingente ma anche in previsione del prossimo Europeo e della carriera.

Milik non può correre il rischio di restare fuori rosa per un anno. Nonostante la tentazione sia forte dal punto di vista emozionale, non gli è utile andare al braccio di ferro con il club partenopeo. Non può attendere ancora molto né sembra avere ulteriori alternative sempre che non riescano, lui stesso e il suo agente, a trovare una terza via rispetto alla strada spianata che ha davanti.

Perché Milik non ha ancora detto sì alla Roma

Perché tanta reticenza da parte dell'ex Ajax? La risposta è nella ricostruzione della vicenda. Milik ha sempre rifiutato l'offerta di rinnovo del contratto (in scadenza nel 2021) che gli era stata sottoposta dal Napoli (prolungare fino al 2025 con un aumento dello stipendio pari a circa il doppio rispetto all'attuale, da 2.5 a 4.5/5 milioni). Ad alimentare le perplessità c'erano due fattori: la volontà da parte della società di blindarlo alla firma con una clausola da 100 milioni; la concorrenza di Mertens e la poca fiducia che avvertiva intorno a sé. E quando gli azzurri hanno preso prima Petagna poi Osimhen per lui è stato un segnale chiarissimo.

La reticenza del calciatore aveva anche un'altra ragione specifica: i contatti con la Juventus che duravano da mesi – allora c'era ancora Maurizio Sarri sulla panchina dei bianconeri – e un accordo già raggiunto con il club sulla durata e le cifre dell'accordo (5 anni, stipendio netto di 4.5 milioni più bonus). L'esonero del tecnico, le preferenze espresse da Andrea Pirlo, la difficoltà di dialogo tra società (i partenopei non hanno gradito l'approccio quasi sotto banco con il giocatore) e a quadrare i conti dell'affare (la distanza tra domanda e offerta s'è rivelata incolmabile) sono tutti gli ostacoli che hanno impedito finora al polacco di fare i bagagli e raggiungere Torino.

Sedotto e abbandonato. Così s'è sentito (e si sente) Milik sia dal Napoli – che lo ha messo di fatto fuori rosa perché dalla mancata cessione ne sconterebbe un danno economico pesante dopo averlo sostenuto e aspettato per gli infortuni – sia dal tecnico (Gattuso gli aveva dato massima fiducia) sia dalla Juventus (che ha virato con decisione su Edin Dzeko). E, dinanzi all'ottima offerta della Roma (5 anni di contratto a 5 milioni netti a stagione bonus compresi), ha continuato a prendere tempo confidando che la Juventus possa richiamarlo e lui forzare la mano per "farla pagare" al Napoli e a De Laurentiis. Non è (solo) per dispetto ma anche per l'importanza della scelta che finora non ha sciolto la riserva.

Qual è l'accordo tra Napoli e Roma per la cessione di Milik

Detto della Roma, che ha messo sul piatto del calciatore circa 5 milioni netti a stagione oltre ai bonus e a un premio ulteriore in caso di conquista della Scarpa d'Oro, qual è l'intesa sancita tra club? L’operazione col Napoli è praticamente definita con la formula del prestito oneroso di 3 milioni, con obbligo di riscatto fissato a 15 più altri 7 in bonus facili (compreso il cartellino del 19enne difensore della Primavera, Devid Eugene Bouah).