Lo stillicidio su Juventus-Milan (semifinale di ritorno di Coppa Italia) s'è concluso con il comunicato ufficiale della Prefettura contenente l'ordinanza che rinviava a data da destinarsi la partita. È l'epilogo di una settimana convulsa in cui è successo di tutto e le opzioni sul tavolo sono state spazzate via dagli eventi, dalle polemiche e infine dalla decisione da parte delle autorità istituzionali: prima porte chiuse, poi porte aperte ma solo per i residenti in Piemonte infine blocco totale del match in seguito alle "misure precauzionali" adottate per l'emergenza Coronavirus (qui tutti gli aggiornamenti).

Quando verrà giocata? Bella domanda… impossibile riflettere adesso sulla questione oppure avere solo un'idea plausibile al riguardo. E l'aria che si respira in Lega Serie A (la giornata di mercoledì, quella del consiglio convocato per decidere sul calendario dei recuperi, si annuncia molto "calda") sicuramente non aggiunge elementi di chiarezza.

Perché è stata rinviata? Dubbio legittimo, considerato il clamoroso dietrofront arrivato a distanza di un giorno dalla determinazione da parte dei vertici del calcio italiano di far sì che tanto allo Stadium quanto al San Paolo avessero luogo i match decisivi per la qualificazione in finale. A spiegarlo è il prefetto di Torino, Claudio Palomba, che riassume le motivazioni contenute nell'ordinanza.

La decisione nasce da risultanze emerse dall’unità di crisi – ha ammesso il prefetto -. È previsto l’arrivo di numerosi tifosi per i quali non è possibile individuare con esattezza la provenienza, indipendentemente dalla residenza, in quanto potrebbe trattarsi di persone, residenti anche in Piemonte, ma provenienti, per motivi di lavoro o di studio, dalle aree a rischio. Per questa ragione, dopo aver sentito i Ministri, abbiamo concordato la necessità di un intervento urgente che può fare il Prefetto per differire la partita.

Cosa succederà adesso per Juventus-Inter? Appresa la spiegazione del prefetto, sorge spontanea la domanda sulla sfida di campionato che ha generato polemiche per la scelta da parte della Lega di Serie A di far giocare il match a porte aperte, a Torino, lunedì 9 marzo alle 20.45 (ma senza limitazione di residenza, considerata la scadenza del decreto governativo). Un'ipotesi che ha causato la reazione durissima da parte del club nerazzurro contrassegnata prima dall'attacco frontale del presidente, Zhang, nei confronti del numero uno della Lega, Dal Pino, poi dalla lettera di diffida che la società nerazzurra ha preparato in occasione del Consiglio. La chiosa del prefetto Palomba è su cosa possa accadere a questo punto e se una decisione simile a quella di Juventus-Milan possa essere assunta anche per la gara con l'Inter.

Juve-Inter? Non decido io, sarà una necessità anche per altre partite che non riguardano queste squadre e basta.