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Perché il Real Madrid ha difeso solo con cinque giocatori sul gol decisivo del Benfica

Perché il Real Madrid ha difeso solo con cinque giocatori sull’azione che ha portato al gol del 4-2 per il Benfica? La squadra di Arbeloa ha lasciato tre giocatori fuori dall’area e ha condannato i Blancos ai playoff di Champions League.
A cura di Vito Lamorte
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Il Real Madrid ha subito una serata da dimenticare contro il Benfica, con il quarto gol segnato da Trubin che ha sancito la vittoria per 4-2 e l’accesso dei portoghesi ai playoff di Champions League. L’azione finale, decisiva per il risultato, ha mostrato solo cinque giocatori madrileni oltre a Courtois a difendere la porta contro gli otto calciatori delle Aguias.

Una situazione che ha lasciato il pubblico e i tifosi increduli e ha alimentato critiche per l’apparente mancanza di ordine e disciplina della squadra.

Kylian Mbappé ha commentato amaramente: "Abbiamo giocato malissimo. Il quarto gol non cambia nulla, ma è stato imbarazzante", riassumendo la sensazione generale di smarrimento. Gli ultimi minuti della partita sono stati un vero e proprio esercizio di confusione per la Casa Blanca: il Benfica sperava di raggiungere la qualificazione con un 3-2, mentre i giocatori del Real Madrid non erano consapevoli della situazione reale in classifica e ignoravano se sarebbero riusciti a entrare tra le prime otto.

In occasione della punizione decisiva, dove mancavano già i due espulsi Rodrygo e Asencio; i Blancos si sono ritrovati a difendere in inferiorità numerica con Mbappé e Vinicius alle spalle del tiratore e Brahim Diaz unico uomo in barriera. Una scelta alquanto discutibile.

Perché il Real ha difeso con 5 giocatori sul gol decisivo del Benfica

Anche la panchina ha offerto un’immagine simbolica dello smarrimento: Dani Carvajal consultava il telefono per verificare la classifica e tentava di dare indicazioni ai compagni, mentre Ceballos cercava di richiamare l’attenzione degli altri. Valverde ha ammesso dopo la partita: "Dobbiamo essere autocritici e assumerci la responsabilità di ciò che abbiamo fatto in campo. Non dovremmo incolpare nessun altro".

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José Mourinho ha spiegato la scelta tattica: con due espulsioni, il Real Madrid si è trovato a giocare in inferiorità numerica e, nel tentativo di pareggiare il punteggio, ha rischiato tutto, schierando Otamendi in attacco e lasciando vuote le zone difensive. La roulette russa si è chiusa con il gol di Trubin, dimostrando i limiti della squadra nella gestione di un momento molto complicato.

L’immagine finale della partita resta come simbolo di una squadra incapace di reagire in un momento chiave: ai Merengues sarebbe bastato un pareggio per entrare nelle prime 8 ma con la sconfitta hanno chiuso al 9° posto.

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Il Real Madrid aveva bisogno di un 3-3 per qualificarsi direttamente agli ottavi di finale. Una sconfitta per 3-2 o 4-2 li avrebbe comunque relegati al nono posto, fuori dalla top 8, e difendere con così pochi giocatori era quindi una scelta calcolata: rischiare un gol in più per avere la possibilità di lanciare un contropiede e raggiungere il pareggio.

Il Real Madrid ora dovrà affrontare i playoff di Champions League, con la consapevolezza che la concentrazione e la gestione della partita saranno cruciali per evitare ulteriori situazioni come quelle di Lisbona.

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