Perché Genoa-Frosinone è iniziata in ritardo: l’ennesimo cortocircuito della tecnologia nel calcio
Allo stadio Luigi Ferraris di Genova, nel primo pomeriggio di sabato 12 settembre 2026, l'anticipo di Serie A tra Genoa e Frosinone non è iniziato alle 15:00 come da palinsesto, bensì con 8 minuti di ritardo. Il motivo del rinvio? Da attribuire a un improvviso guasto tecnico ai sistemi di comunicazione audio in dotazione all'arbitro Antonio Rapuano e ai suoi assistenti Cavallina ed El Filali.
Durante i consueti test di prova condotti a bordo campo, proprio pochi istanti prima dell'ingresso sul terreno di gioco, la terna arbitrale si è accorta dell'impossibilità di stabilire un contatto radio stabile e pulito tra i microfoni di campo e quarto uomo e Sala VAR. Così i tecnici sono dovuti intervenire d'urgenza a bordo campo per ripristinare il segnale, costringendo i giocatori delle due squadre a prolungare le fasi di riscaldamento prima di poter dare via alle danze di una decina di minuti.
Genoa-Frosinone non è un caso isolato: quando la tecnologia tradisce il calcio
In Serie A, uno degli episodi più iconici si è verificato nel settembre 2025 durante Inter-Udinese, quando un guasto al canale di trasmissione dati tra lo stadio di San Siro e l'International Broadcasting Centre (IBC) di Lissone ha del tutto azzerato l'audio del direttore di gara. Ancora prima, nella stagione 2017-2018, proprio nell'anno d'esordio della tecnologia in Italia, durante un Torino-Sassuolo, la partita dovette rimanere ferma per oltre 7 minuti a causa del surriscaldamento dei monitor di bordo campo e di un blocco improvviso della fibra ottica.
Anche in campo internazionale i precedenti non mancano. Nella Finale di Champions League 2019 nel derby tutto inglese Tottenham-Liverpool a Madrid, a pochi minuti dal fischio d'inizio, un'interferenza sulle radiofrequenze cifrate causata dall'imponente copertura Wi-Fi e satellitare del Wanda Metropolitano mandò in tilt l'auricolare dell'arbitro Damir Skomina. In Inghilterra, in Premier League durante Arsenal-Leeds ad Elland Road nell'ottobre 2022, la partita venne addirittura sospesa per oltre 40 minuti a causa di un vero e proprio power outage, una interruzione di corrente.
Il paradosso digitale: l'ossessione del calcio per la tecnologia
L'episodio di Marassi riporta al centro del dibattito un tema cruciale del calcio contemporaneo in cui si assiste sempre più ad una totale ed estrema dipendenza dalle apparecchiature elettroniche. Nell'era del fuorigioco semi-automatico, della Goal-Line Technology e dell'assistenza VAR, il gioco non può più prescindere da un flusso informativo costante e impeccabile e quando l'infrastruttura di trasmissione subisce un'interferenza o un cortocircuito di frequenza, l'intero ingranaggio si arresta.
Il regolamento moderno e i protocolli di gara non consentono più l'avvio di un match senza la certezza che il direttore di gara possa comunicare in tempo reale con i guardalinee creando il paradosso: il calcio che voleva liberarsi dai suoi intrinsechi problemi concedendosi alla tecnologia per azzerare i margini d'errore e velocizzare le decisioni, è finito così ad esserne prigioniero, con l'episodio del Ferraris che evidenzia la fragilità di un equilibrio che resta appeso ad un filo. Che a volte non trasmette.