Cosa hanno detto le Libere della F1 a Madrid: Antonelli davanti, ma Ferrari ha risolto il problema peggiore

Immagine
Kimi Antonelli chiude davanti a tutti il venerdì del GP di Madrid, ma il dato più importante arriva dalla Ferrari: tra FP1 e FP2 Leclerc e Hamilton hanno cancellato quasi del tutto il crollo nella parte finale del giro. Mercedes resta il riferimento, Verstappen è vicino, mentre Lindblad trova per primo il limite del nuovo Madring.

Il cronometro dice Kimi Antonelli. Il resto del venerdì del GP di Madrid della Formula 1 2026 dice qualcosa di più interessante: la Ferrari ha impiegato appena poche ore per eliminare il problema che nelle FP1 sembrava poterle rovinare il weekend.

Il 20enne italiano ha chiuso le FP2 al Madring davanti a tutti in 1:33.662, ma dietro di lui ci sono due Ferrari praticamente sovrapposte: Leclerc a 113 millesimi e Hamilton a 149. Un risultato che certifica la forza della Mercedes, ma soprattutto racconta la trasformazione della SF-26 tra mattina e pomeriggio.

Immagine

Ferrari cambia faccia tra FP1 e FP2 a Madrid

Nelle FP1 il giro di Leclerc era praticamente diviso in due. La Ferrari era velocissima nel primo settore e fino alla Monumental, poi iniziava a perdere progressivamente dalla Mercedes. Russell recuperava quasi quattro decimi nella seconda metà del giro e nel solo terzo settore rifilava oltre mezzo secondo al monegasco.

Nelle FP2 quel buco quasi scompare. Leclerc è secondo nel primo settore, terzo nel secondo e quarto nel terzo: non domina un tratto, ma non ha più un punto debole evidente. È probabilmente il dato più importante del venerdì Ferrari.

Antonelli, invece, è terzo nel primo settore, quarto nel secondo e soprattutto primo nell'ultimo. La Mercedes continua quindi a fare la differenza nella parte conclusiva, ma non con il margine mostrato al mattino.

E c'è un altro particolare: Leclerc sta girando ancora con la power unit in specifica ADUO-1, non con l'ADUO-2 introdotta a Monza. Non significa che con l'ultima evoluzione sarebbe stato davanti, ma rende ancora più interessante il suo secondo posto.

Immagine

Hamilton è a 36 millesimi da Leclerc: la Ferrari ha due riferimenti

Il miglioramento della Ferrari non riguarda soltanto il monegasco. Lewis Hamilton ha chiuso le FP2 terzo, ad appena 149 millesimi da Antonelli e soprattutto a soli 36 millesimi dal compagno di squadra. Un dato che completa la fotografia del venerdì di Maranello.

Già nelle FP1 il quarto posto dell'inglese raccontava solo in parte la sua sessione. il sette volte campione del mondo aveva perso tempo nel traffico e non era riuscito a mettere insieme tutti i propri migliori settori, mentre l'ideal lap indicava un potenziale persino superiore a quello espresso da Leclerc. Nelle FP2 il distacco tra i due si è praticamente azzerato.

Interessante anche il modo diverso con cui i due ferraristi costruiscono il tempo. Leclerc resta più aggressivo nell'utilizzo dell'acceleratore, mentre Hamilton passa più tempo in frenata e utilizza maggiormente il gas parziale. Due interpretazioni differenti della stessa SF-26 che, però, alla fine producono quasi lo stesso risultato.

E nel settore che al mattino aveva rappresentato il vero tallone d'Achille della Ferrari, Hamilton fa addirittura meglio di Leclerc: terzo tempo assoluto nell'S3 in 31.170, contro il quarto posto del monegasco in 31.205. Un altro indizio del fatto che il problema della seconda metà del giro è stato ridimensionato in poche ore.

Immagine

Antonelli è il riferimento, Lindblad trova il limite del Madring

Sul giro secco Kimi Antonelli resta dunque il riferimento del venerdì, ma nelle simulazioni di passo gara, condizionate dall'elevato traffico su una pista senza punti di sorpasso, il quadro è meno netto. Mercedes ha dato le indicazioni più pulite con Russell, che con gomma Medium ha fatto registrare una media di circa 1:39.6, davanti al suo compagno di squadra (1:40.163) e Hamilton (1:40.567).

Tra Russell e Hamilton c'è quindi quasi un secondo al giro di differenza, un margine troppo grande per parlare di equilibrio sul passo gara. La Ferrari ha corretto il problema che nelle FP1 la faceva crollare nella parte finale del giro, ma sulla distanza Mercedes sembra ancora avere un vantaggio netto in termini di costanza e ritmo.

Più difficile valutare Leclerc, perché il suo long run con la Soft è stato più frammentato e meno comparabile. Resta però significativo il primo passaggio di simulazione gara, nel quale Russell, Leclerc e Verstappen hanno chiuso praticamente sullo stesso tempo, pur costruendolo in maniera completamente diversa lungo il giro.

È un altro indizio di quanto il Madring stia premiando filosofie opposte. La Mercedes sembra più regolare e completa, la Ferrari più aggressiva nella prima parte del giro, mentre Red Bull alterna settori molto forti ad altri più deboli.

Per la scuderia di Maranello, quindi, il venerdì non è positivo soltanto per i 113 millesimi di Leclerc e i 149 di Hamilton da Antonelli. La SF-26 ha mostrato di poter stare nel gruppo di testa anche sul passo gara, pur con dati ancora troppo frammentati per stabilire una gerarchia definitiva.

Il Madring, intanto, ha mostrato anche l'altra faccia. Arvid Lindblad, quarto nelle FP2 e autore del miglior primo settore assoluto, è diventato il primo pilota di Formula 1 a finire contro le barriere sul nuovo circuito di Madrid. Un incidente arrivato proprio quando il giovane della Racing Bulls stava esplorando più degli altri il limite di una pista che lascia poco margine.

Più difficile giudicare la McLaren: Lando Norris ha completato appena due giri prima di accusare un problema al cambio ed è rimasto ai box per il resto della sessione. Piastri ha chiuso settimo.

Madrid, insomma, ha già chiarito una cosa: qui il tempo finale racconta soltanto una parte della storia. Mercedes, Ferrari e Red Bull arrivano a riferimenti simili costruendo il giro in modi molto diversi. Antonelli per ora li ha messi insieme meglio di tutti. Ma la Ferrari, rispetto al mattino, ha già smesso di perdere proprio dove faceva più male.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views