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Perché Erling Haaland gioca con la Norvegia anche se è nato in Inghilterra: 23 anni fa la svolta

Il grave infortunio di suo padre, Alf-Inge, in un derby di Manchester ha forse segnato il corso della carriera del bomber: nato in Inghilterra, tornò in patria quando aveva 3 anni e la storia prese una piega diversa.
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Quanto sarebbe stata forte l'Inghilterra con Erling Haaland in attacco? Chiederselo non è esercizio filosofico in occasione dei quarti di finale con la Norvegia ai Mondiali. C'è stato un tempo in cui la punta scandinava avrebbe potuto indossare la maglia dei Tre Leoni. La sua storia è il tipo caso da sliding doors, di coincidenze del destino che possono cambiare radicalmente il corso della vita: quello dell'attaccante ha preso una piega differente quando suo padre, Alfe-Inge, si è gravemente infortunato ponendo fine anticipatamente alla carriera di calciatore. Allora il piccolo Erling aveva 3 anni, tornò in patria, a Bryne (paese d'origine della famiglia) e da allora ha iniziato il percorso che lo ha trasformato in un bomber devastante.

Perché Haaland poteva giocare con l'Inghilterra?

In realtà non c'è mai stata alcuna possibilità reale di vedere Haaland con la selezione britannica ma basta spulciare un po' il suo passato per capire perché solo la sorte ha voluto diversamente. Erling a Manchester, sponda City, (e in Inghilterra) si sente a casa: è nato a Leeds a luglio 2000, in quel periodo il genitore giocava in Premier League tra Leeds United e poi Manchester City. Nel 2003, durante un derby con i Red Devils, il papà venne affrontato in malo modo da Roy Keane durante un derby: subì un fallo violento che gli spaccò il ginocchio. Quel colpo segnò la sua fine da calciatore anche se lo stesso Alf-Inge ha spesso spiegato che a pesare davvero sulla decisione di riporre definitivamente le scarpette furono i problemi all'altro ginocchio (il sinistro).

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Niente più football, si torna a casa. Lì è cresciuto Haaland frequentando le scuole norvegesi, iniziando a giocare nel Bryne fino a scalare la nazionale maggiore (ha debuttato nel 2019) facendo tutta la trafila delle giovanili. Ecco perché per lui è sempre stato naturale rappresentare la Norvegia.

"Ho vissuto in Inghilterra per tre anni e mezzo o quattro anni – ha ammesso in una delle tante interviste sull'argomento -, ma ho vissuto in Norvegia per molto tempo, quindi per me è stato naturale scegliere la Norvegia. Chissà… se mio padre avesse giocato più a lungo in Inghilterra, forse oggi sarei inglese! Ma sono norvegese e ne sono orgoglioso".

Il regolamento FIFA sul possibile cambio di Nazionale

Non c'è mai stata alcuna possibilità, nemmeno negli anni successivi, che Haaland tornasse sui suoi passi e/o provasse a cambiare casacca. Ipotesi che non lo ha stuzzicato nemmeno quando ha maturato la possibilità di avere il passaporto inglese. E in ogni caso sarebbe stato troppo tardi alla luce dei regolamenti FIFA che al riguardo sono molto stringenti nonostante dal 2021 ci sia stata una leggera modifica: avendo giocato tante partite ufficiali con la Norvegia prima dei 21 anni anche in competizioni internazionali si è di fatto legato a vita alla selezione scandinava, spazzando via ogni scappatoia prevista dalle norme.

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