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Perché Bastoni non può essere squalificato con la prova tv nonostante la simulazione su Kalulu

Il punto 4 dell’articolo 61 del Codice di Giustizia Sportiva chiarisce quali comportamenti costituiscono condotte gravemente antisportive ai fini della disposizione. E perché il difensore dell’Inter non sarà punito.
A cura di Maurizio De Santis
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Kalulu sfiora il braccio di Bastoni, che si tuffa e simula un fallo inesistente poi sostiene di essere stato trattenuto per la maglia.
Kalulu sfiora il braccio di Bastoni, che si tuffa e simula un fallo inesistente poi sostiene di essere stato trattenuto per la maglia.

Alessandro Bastoni può essere squalificato con la prova tv per la simulazione che ha portato alla seconda ammonizione e all'espulsione di Kalulu? No. Nella casistica indicata dall'articolo 61 del Codice di Giustizia Sportiva per l'episodio avvenuto durante InterJuventus non è applicabile il ricorso all'acquisizione delle immagini da parte della Procura federale che, previa segnalazione al Giudice Sportivo, può decidere di aprire un'indagine. Perché? Il tuffo plateale del difensore interista dopo essersi sentito sfiorare il braccio non ha provocato l'espulsione diretta ma solo un cartellino rosso per il secondo giallo. Né poteva intervenire il VAR perché quel frangente non è previsto nel protocollo.

Cosa dice l'articolo 61 del CGS e perché non si applica la prova TV per Bastoni

L'articolo 61 del Codice di Giustizia Sportiva su "mezzi di prova e formalità procedurali nei procedimenti relativi alle infrazioni connesse allo svolgimento delle gare" regolamenta l'utilizzo della prova tv e restringe il campo d'applicazione a determinati episodi codificati.

Al punto 2 viene già espressamente marcata una linea di confine con il riferimento specifico all'attendibilità del materiale probatorio: "gli organi di giustizia sportiva hanno facoltà di utilizzare, quale mezzo di prova, al solo fine della irrogazione di sanzioni disciplinari nei confronti di tesserati, anche riprese televisive o altri filmati che offrano piena garanzia tecnica e documentale qualora dimostrino che i documenti ufficiali indicano quale ammonito, espulso o allontanato un soggetto diverso dall’autore dell’infrazione".

Ma è il punto 4 quello interessante e fondamentale perché chiarisce quali comportamenti costituiscono condotte gravemente antisportive ai fini della disposizione:

  • la evidente simulazione da cui scaturisce l’assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra del calciatore che ha simulato
  • la evidente simulazione che determina la espulsione diretta del calciatore avversario
  • la realizzazione di una rete colpendo volontariamente il pallone con la mano
  • l'impedire la realizzazione di una rete colpendo volontariamente il pallone con la mano.

In nessuno di questi è contemplata la furbata di Bastoni che ha ingannato il direttore di gara. Anzi, le prime due ipotesi (la seconda in particolare) vincolano la valutazione della simulazione a situazioni molto ristrette. Ecco perché la norma non è applicabile e non può esserci prova tv per sanzionare il comportamento del difensore interista.

Il contatto mostrato in diretta da DAZN dalla telecamera di spalle.
Il contatto mostrato in diretta da DAZN dalla telecamera di spalle.

Perché dimostrare vi sia stata una simulazione non è così semplice

Quanto alla reazione di Bastoni, che prima chiede il giallo poi esulta per il rosso all'avversario, può essere biasimevole dal punto di vista umano e della lealtà del gioco (Comolli e Chiellini nelle interviste post partita hanno parlato anche di questo) ma c'è nulla che formalmente, in base alle norme, possa indurre a sanzioni. Anzi, secondo la versione prodotta dal tecnico nerazzurro, Chivu, la narrazione di quel frangente è contestabile per altri aspetti: "Il tocco sul braccio c'è stato. Un giocatore come Kalulu deve tenere le mani a posto. Io con un giallo a carico non avrei mai messo la mano".

E l'argomentazione adottata dall'allenatore arriva a conferma della spiegazione data in diretta TV, a DAZN, dall'ex arbitro Luca Marelli: "Valutare una simulazione è molto difficile. In passato è accaduto che si facesse ricorso alla prova tv poi si è deciso che l'interpretazione dei singoli episodi fosse lasciata agli arbitri in campo. Ma in ogni caso non succederà niente perché non è previsto dal Codice di Giustizia Sportiva".

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