Perché Angelino si allena ma non gioca, Gasperini: “È una questione di salute. Speriamo stia bene”

La Roma dovrà ancora aspettare un po' prima di rivedere in campo Angelino. Il terzino sinistro spagnolo è praticamente fermo da inizio campionato. Gian Piero Gasperini ha di fatto potuto utilizzarlo solo per le prime 5 partite di campionato e una giornata di Europa League, fino al 28 settembre 2025, data della sua ultima partita contro il Verona. Da quel momento in poi lo spagnolo non ha più messo piede in campo con la Roma. Ufficialmente il giocatore è stato fermato da una bronchite asmatica.
Il problema sembrava rientrato anche perché da inizio dicembre Angelino fa parte stabilmente dei convocati della Roma, ma Gasperini non può utilizzarlo. A spiegare il motivo è lo stesso tecnico giallorosso nel corso della conferenza stampa odierna: "Su questo argomento no, è un argomento medico, devo mantenere il massimo riserbo poiché si tratta di una questione di salute – spiega -. Le notizie le possono dare solo i medici, noi ci auguriamo che possa stare bene e che poi possa giocare". Gasperini risponde in maniera chiara alla domanda sulla possibilità che Angelino possa scendere in campo: è un no secco.
Quello di Angelino è un guaio non di poco conto che andava trattato con la massima cautela e soprattutto con il tempo nell'attesa che passasse. Già in precedenza Gasperini, rispondendo alle domande dei giornalisti, aveva sviato l'argomento preferendo non aggiungere dettagli alla questione. Nel frattempo a inizio dicembre Angelino è tornato ad allenarsi tra palestra e gruppo nel tentativo di non perdere il tono muscolare. Ma è chiaro che andrà fatto su di lui un lavoro diverso: una sorta di nuova preparazione atletica che possa garantirgli di non rischiare infortuni dopo essere stato fermo per così tanto tempo. Gasperini per ora non ha fretta vista anche la presenza di Wesley, Celik e Rensch sugli esterni.
In queste settimane però Angelino è stato convocato più volte, anche per riprendere confidenza con lo spogliatoio e per la sua esperienza che può essere fondamentale non solo in campo. Si è anche allenato regolarmente a Trigoria. Di fatto il suo è un problema non di poco conto. Non si tratta necessariamente di un'infiammazione cronica come la bronchite classica, ma di una reazione acuta dei bronchi a determinati stimoli legati all'attività sportiva. Ecco perché ci vorrà massima cautela specie perché un atleta, genericamente, può tornare a giocare solo se i sintomi sono completamente spariti e i parametri respiratori (se misurabili, come il picco di flusso) sono tornati ai valori base. La sensazione è che manchino però poche settimane per rivederlo in campo.