Pedro Neto e lo scarpino bucato dietro il tallone ai Mondiali: cos’è la sindrome di Haglund

La scarpa di Pedro Neto bucata dietro il tallone. Non è un vezzo, né un trucco speciale né la conseguenza di un doloroso incidente di gioco nella sfida persa ai Mondiali con la Spagna. Il calciatore del Chelsea e del Portogallo adotta quell'escamotage per alleviare i fastidiosi effetti collaterali della sindrome di Haglund.
Perché Pedro Neto gioca con la scarpa bucata
La sindrome di Haglund è infiammazione causata da una protuberanza ossea sulla parte posteriore del calcagno e può provocare dolore per l'attrito con il controtacco rigido dello scarpino. Ecco perché il portoghese la modifica in maniera molto "artigianale" e pratica un foro all'altezza del tallone del piede destro: può giocare senza provare alcuna fitta. Per Neto è una soluzione di routine rispetto a un problema fisico non invalidante: non ne ha mai bloccato la carriera né lo ha costretto finora a sottoporsi a intervento chirurgico.
Cos'è la deformità della sindrome Haglund
La sindrome di Haglund è una crescita ossea anomala nella parte posteriore del calcagno (da non confondere con lo sperone calcaneare, calcificazione della parte inferiore del tallone) che può irritare la borsa sierosa e il tendine d'Achille, causando dolore al tallone, infiammazione e gonfiore, difficoltà nell'indossare scarpe rigide, fastidio durante corsa e cambi di direzione frequenti nell'attività di uno sportivo (nel caso specifico di un calciatore).

A di là dell'espediente adottato da Pedro Neto, ci sono due opzioni di trattamento per affrontare una condizione fisica di questo tipo. La terapia conservativa, attraverso farmaci antinfiammatori o altre applicazioni, o l'intervento chirurgico come ipotesi estrema (osteotomia).
I calzettoni di Bellingham strappati all'altezza del polpaccio
A proposito di escamotage utilizzati dai calciatori, c'è un altro dettaglio che non è sfuggito in questa edizione dei Mondiali: ovvero, i calzettoni bucati all'altezza del polpaccio da parte di Jude Bellingham dell'Inghilterra (e non solo). Il calciatore del Real Madrid, infatti, non è l'unico a praticare quei fori, perché lo fa? Anche in questo caso si tratta di una soluzione "arrangiata" ma considerata efficace: serve a ridurre la pressione sui muscoli del polpaccio e migliorare il comfort durante una partita. Un'opzione che la scienza contesta nel merito.