Paul Gascoigne: “Bevevo 30 Red Bull al giorno per combattere l’astinenza da alcol”. Si commuove in TV

Paul Gascoigne a 59 anni ha vissuto più di una vita, per il semplice motivo che è stato dato per morto più di una volta: tentativi di suicidio, coma etilici, ricoveri d'urgenza per problemi mentali e dipendenza da alcol, un continuo avanti e indietro da centri di recupero, con ricadute pubbliche quasi ogni anno e video che impietosamente mostravano le sue condizioni. L'ex calciatore della Lazio e dell'Inghilterra porta oggi sul volto e nella voce i segni di tutto quello che ha attraversato, dalle vette della gloria alle profondità più buie, ma la cosa più importante è che può comunque raccontare tutto questo. Come Paul ha fatto oggi a ‘Good Morning Britain', fino ad arrivare a commuoversi: "L'ultima volta che ho pianto è stato ai Mondiali…".
Gascoigne e le 30 Red Bull al giorno: "Non bevevo più e l'astinenza è stata terribile"
Gascoigne ha spiegato di aver sofferto di sintomi di astinenza così pesanti quando ha smesso di bere alcol, che ha finito per bere 30 lattine di Red Bull al giorno: "Sono andato in palestra e avevo bisogno di qualche Red Bull. Ero stanco, quindi me ne servivano un paio in più. Poi ne ho bevute ancora e alla fine arrivavo a bere 30 lattine al giorno. Non bevevo più e l'astinenza è stata terribile. Sono rimasto seduto su una roccia per quattro giorni senza muovermi. Ho detto buongiorno e buonanotte, tutto qui".
L'ex centrocampista, che è stato uno dei calciatori più amati d'Inghilterra per la fantasia e l'irriverenza che metteva nel suo stare in campo (ha giocato peraltro in squadre seguitissime come Newcastle, Tottenham, Everton e Rangers), ha parlato nel programma mattutino britannico della sua nuova autobiografia in uscita (intitolata "Eight"), in cui sono presenti tutti i suoi demoni. La sua voce a un certo punto si è incrinata, pensando all'esempio che la sua storia può dare: "Questo libro non parla di calcio, è diverso. Molte persone mi hanno detto di averlo letto e che gli ha salvato la vita. Se questo libro potrà salvare anche una sola vita, allora avrò fatto il mio dovere".
"Prima era una vera e propria battaglia ogni giorno al risveglio, ora mi bevo un caffè e pianifico la giornata"
"Probabilmente è il periodo più felice degli ultimi cinque anni – ha detto ‘Gazza' – Sta per uscire il mio libro, ne sono entusiasta. Le cose vanno bene. Quando giocavo a calcio, sapevi cosa avresti fatto da lunedì a lunedì. Ora, quando ti svegli il lunedì, pensi: ‘Cosa farò adesso?'. Ma le cose stanno migliorando e sono piuttosto contento. Ogni mattina non penso al domani. Cerco solo di vivere il presente. A volte faccio fatica. Penso solo: ‘Bene, oggi mi concentro su questo'. E riesco a superare la giornata. Ho imparato molto. Prima mi svegliavo e pensavo: ‘Cosa c'è che non va in me oggi?'. Era una vera e propria battaglia ogni giorno al risveglio. Ora mi bevo un caffè e pianifico la giornata".