Un giornalista americano tira fuori Mussolini sulla grazia a Balogun: “Trump? Pensate ai Mondiali del 1934”

Zach Lowy è un giornalista calcistico americano molto noto nell'ambiente della stampa sportiva d'Oltreoceano. Il suo tweet in difesa della grazia concessa dalla FIFA all'attaccante degli Stati Uniti Folarin Balogun, un provvedimento senza precedenti nella storia dei Mondiali (ce n'è uno con Garrincha nel 1962, ma all'epoca i regolamenti erano diversi, non c'era automaticità di squalifica per i cartellini rossi) tira fuori addirittura Benito Mussolini e la "Coppa del Duce" del 1934 – come furono ribattezzati i Mondiali vinti in casa dall'Italia fascista – per mettere a tacere chi oggi si scandalizza per l'asse Trump-Infantino. Un asse che avrebbe portato, in uno scenario di pesanti pressioni politiche che poco hanno a che fare con lo sport, al clamoroso annullamento della squalifica per Balogun.

Il mondo del calcio ha reagito in maniera unanime alla decisione presa dalla FIFA – in base all'articolo 27 del Codice Disciplinare – per cancellare la squalifica del calciatore americano dopo la sua espulsione diretta contro la Bosnia e renderlo disponibile per il match degli ottavi di finale contro il Belgio: dal presidente della FIGC Malagò a Ceferin e la sua UEFA, passando per addetti ai lavori e commentatori, quasi tutti hanno condannato una scelta scellerata, che le ricostruzioni delle ultime ore collegano direttamente alle forti pressioni esercitate dalla Casa Bianca e in prima persona da Donald Trump sul suo compare Infantino, col quale l'asse è fortissimo da parecchio tempo, con il suggello del ‘Premio per la pace' inventato di sana pianta dal capo della FIFA per darlo al presidente degli Stati Uniti.

Zach Lowy accusa di ipocrisia chi si scandalizza per Balogun: tira in ballo Mussolini e i Mondiali del 1934 organizzati e vinti dall'Italia
La condanna è stata di "quasi" tutti: tra chi ha difeso l'atto di grazia concesso a Balogun c'è appunto Zach Lowy, che per mostrare l'ipocrisia di chi oggi si scandalizza è andato indietro di quasi un secolo, in maniera abbastanza surreale, citando le pressioni – peraltro decisamente più forti – fatte da Mussolini nel 1934 per portare di peso l'Italia di Vittorio Pozzo alla prima delle sue due vittorie mondiali consecutive (avrebbe fatto il bis 4 anni dopo in Francia) e trasformare il successo in un elemento di propaganda del regime fascista.
"Se non avevate problemi con Benito Mussolini che sceglieva personalmente gli arbitri e annullava gol perfettamente regolari della Spagna nei quarti di finale del Mondiale 1934, ma all'improvviso avete un problema con il fatto che Folarin Balogun sia stato reso disponibile (per la prossima partita, ndr)… per favore sedetevi. State mostrando il vostro privilegio", ha scritto su X il giornalista.
Quest'ultima espressione, tipicamente anglosassone, punta il dito su chi critica duramente la decisione della FIFA su Balogun accusando il massimo organismo calcistico di favoritismo verso gli Stati Uniti dopo l'intervento di Trump, ma non si è mai scandalizzato – in maniera opportunistica – per altri casi storici di corruzione o manipolazione molto più gravi, come quelli del Mondiale 1934 sotto Mussolini.
I numerosi commenti sotto il post che hanno criticato Lowy per un accostamento assurdo tra le due vicende hanno poi provocato la risposta del giornalista che ha precisato di aver fatto una "battuta", chiarendo poi: "Da tifoso degli Stati Uniti, sono favorevole alla decisione. Da sostenitore della neutralità della FIFA rispetto alle influenze governative, non sono favorevole". Una mezza marcia indietro ulteriormente chiarita con un altro messaggio: "Quello non sarebbe dovuto essere un cartellino rosso. Ma ribaltare la decisione solo a causa del rapporto di Trump con Infantino apre un vero vespaio". Dando per buona la versione della battuta, si può dire che è stata quanto meno improvvida.
Cosa accadde nel 1934: la "Coppa del Duce" vinta dall'Italia, le pressioni sugli arbitri
Quanto ai riferimenti storici fatti da Lowy, sono sostanzialmente corretti. Nei Mondiali del 1934, ospitati nel nostro Paese sotto il regime di Mussolini, il torneo fu usato apertamente come strumento di propaganda per esaltare la forza dell'Italia fascista. Il Duce esercitò un forte controllo politico sull'organizzazione della coppa, spingendo al massimo l'atmosfera nazionalista con saluti fascisti da parte dei giocatori, manifesti propagandistici e un massiccio apparato mediatico.

Secondo numerosi resoconti dell'epoca, il dittatore avrebbe influenzato pesantemente la designazione degli arbitri per le partite dell'Italia, con retroscena su incontri o pressioni sui direttori di gara prima delle partite, creando un contesto in cui il fattore campo si trasformava in un vantaggio schiacciante che andava oltre il tifo sugli spalti. Il riferimento di Lowy nel suo post è in particolare ai quarti di finale contro la Spagna. La prima partita, terminata 1-1 dopo i tempi supplementari, fu estremamente violenta. Diversi giocatori rimasero infortunati, tra cui il portiere spagnolo Zamora, il gol dell'Italia fu molto contestato per un probabile fallo non sanzionato, e una rete spagnola venne annullata per fuorigioco dubbio.

Nel replay del giorno dopo, l'Italia vinse 1-0. l'arbitro svizzero Mercet fu accusato di pesanti favoritismi, annullando due gol spagnoli, uno dei quali ritenuto chiaramente regolare, e tollerando il gioco duro degli azzurri. Queste decisioni, insieme ad altre ugualmente controverse prese in semifinale e finale, alimentarono per decenni i sospetti di manipolazione arbitrale orchestrata dal regime fascista di Mussolini. Tutto consegnato agli atti della storia, ma decisamente poco attinente alla vicenda di Balogun, Trump e Infantino: ‘solo' l'annullamento di una squalifica (per ora…).

Vedremo cosa succederà nel prosieguo del torneo, visto che i complottisti a questo punto presagiscono che le ‘spinte' agli Stati Uniti potrebbero andare ben oltre, spingendo la nazionale di Pochettino a superare il Belgio negli ottavi, per affrontare poi nei quarti la vincente di Spagna-Portogallo.