Ramsey salva il destino di una Juventus che ad inizio ripresa intravede gli spettri di Lione. Il suo gol, che ne esalta la prestazione individuale, sblocca un match che corre sul filo dell'equilibrio, e degli episodi, e indirizza verso Torino i 3 punti. Legittimati dalla perla di Dybala che dopo appena 8 minuti dal suo ingresso per uno spento Douglas Costa illumina uno Stadium vuoto siglando un meraviglioso 2-0. Che sigilla il derby d’Italia e pone in secondo piano forse una delle poche occasioni in cui Ronaldo non guadagna il proscenio. Dall’altra parte bene Brozovic in regia, Candreva sulla destra mentre è brutta, bruttissima la prova del tandem offensivo LukakuMartinez mai in grado di scalfire la forte corazza difensiva organizzata da Bonucci e de Ligt.

Le pagelle di Juventus-Inter 2-0

Juventus (4-3-3) Szczesny 6; Cuadrado 6.5, de Ligt 6.5, Bonucci 6.5, Alex Sandro 6.5 (dal 78’ De Sciglio 6); Ramsey 7, Bentancur 6.5, Matuidi 6+; Douglas Costa 5.5 (Dal 59’ Dybala 7.5), Higuain 6 (Dal 79’ Bernardeschi s.v.), Cristiano Ronaldo 6. A disposizione: Buffon, Pinsoglio; Danilo, De Sciglio, Chiellini, Rugani; Rabiot, Pjanic, Khedira, Bernardeschi; Dybala. Allenatore Maurizio Sarri 7

Inter (3-5-2) Handanovic 6+; Skriniar 5.5, de Vrij 6, Bastoni 6-; Candreva 6+ (Dal 74’ Gagliardini 5.5), Vecino 6-, Brozovic 6.5, Barella 5.5 (Dal 59’ Eriksen 6), Young 5.5; Martinez 5.5, Lukaku 5 (Dal 77’ Sanchez 5.5). A disposizione: Padelli, Berni; D’Ambrosio, Godin, Ranocchia, Biraghi; Asamoah, Gagliardini, Borja Valero, Eriksen; Sanchez, Esposito. Allenatore Antonio Conte 5.5

la prestazione, secondo la scheda di Sofascore.com, di Dybala contro l’Inter
in foto: la prestazione, secondo la scheda di Sofascore.com, di Dybala contro l’Inter

Dybala entra e la chiude, che Joya per i bianconeri

Entra al 59’ e otto giri d’orologio dopo conquista la scena e gli onori della cronaca. E cancella, pure, un apporto, quello offensivo di CR7 e Higuain non proprio soddisfacente. La Joya in una sola azione mostra tutta la sua qualità esaltando il suo mancino. Che prima accarezza con sterzata il pallone dribblando Young, poi, con la complicità di Ramsey, scambia nei pressi dell’area avversaria superando ancora una volta il caparbio inglese per piazzare, infine, d’esterno, il pallone del 2-0. Del definitivo successo. Ma anche dell’ennesima dimostrazione della forza di questo calciatore capace, anche a sprazzi, di fare cose straordinarie, da fuoriclasse. Da Mvp del match.

Ramsey 7: Segna di rapina, in uno dei suoi tanti inserimenti senza palla e sblocca una partita (forse quella decisiva) che nella ripresa si stava facendo difficile. Da attaccante d’area, sfruttando un fortunoso rimpallo, il gallese si fa trovare pronto e cancella una prima ora di gioco non proprio irresistibile. Ma il merito dell’#8 juventino è proprio quello di non mollare e di credere con forza nei concetti di gioco del proprio allenatore. Anche da mezzala, in un ruolo che finora non ha sempre bene interpretato. Il derby d’Italia è comunque suo con anche un assist, proprio per Dybala.

68 i passaggi chiave di Bentancur in partita (whoscored.com)
in foto: 68 i passaggi chiave di Bentancur in partita (whoscored.com)

Bentancur 6.5: Gioca a due tocchi e dimostra come oggi la convivenza con uno spento Pjanic (che resta a guardare i compagni dalla panchina) sia comunque complicata. Il #30 bianconero si impossessa della regia – proprio al posto del bosniaco – e non la molla trattando con i guanti il pallone con pochissime sbavature e diversi passaggi progressivi. Quelli che consentono di saltare la linea del pressing avversario e far evolvere la propria manovra. Efficace anche quando la palla ce l’hanno gli altri, l’uruguaiano si guadagna un voto molto positivo all’interno di questo big match senza pubblico.

Ronaldo 6: Il campione lusitano prova a essere determinante e a raggiungere la firma numero 12 di fila in campionato. Ci prova, va vicino al bersaglio grosso – specie nel finale – ma non riesce ad entrare nel tabellino concedendo ad altri la gloria del gol e del palcoscenico. Non finisce in trionfo per lui ma CR7 si mostra sempre dentro la partita e pronto a sporcarsi le mani pur di conquistare spazio vitale in attacco contro un tignoso Skriniar. Non eccelle certo, ma si dimostra comunque da esempio per i suoi compagni di squadra.

Higuain 6: Il Pipita gioca di sponda, di tocco, di concetto. Gioca spalle alla porta e si dimostra più utile in costruzione che nella fase di finalizzazione con pochi tiri (appena 1) verso Handanovic ed una caterva di suggerimenti per i compagni. Per una prestazione al servizio della squadra, di sacrificio e quindi lontana dal gol. Magari pure risolutivo.

Douglas Costa 5.5: Ci si aspettava di certo qualcosa in più dall’asso brasiliano che col suo estro e contro il lungagnone Bastoni poteva essere di sicuro più incisivo. Ma l’attento controllo del centrale italiano, la supervisione di Young, che accorcia spesso in direzione del verdeoro, e il mese di assenza dai campi di gioco limitano le sortite sulla destra del numero #11 bianconero. Che poi esce per Dybala al minuto 59.

Martinez-Lukaku, la coppia gol scompare allo Stadium

Ingabbiato da una difesa attenta, arcigna e che fa della fisicità e delle coperture preventive un mantra, il prolifico tandem nerazzurro composto da Martinez e Lukaku fallisce in pieno l’appuntamento più importante. Quello contro la Juventus campione d’Italia. Pochi spunti, ancor meno pericoli e la sensazione – ancor più grave – di non poter risultare mai pericoloso. Un tandem spento, senza il mordente giusto, movimenti continui e la fisicità necessaria per fare male all’attento pacchetto arretrato della Juventus. Che oggi non concede nulla e chiude tutto in maniera molto autorevole. Rimandato, nella serata più importante, l’attacco che spesso ha trascinato la compagine lombarda.

l’heatmap di Brozovic contro la Juventus (whoscored.com)
in foto: l’heatmap di Brozovic contro la Juventus (whoscored.com)

Brozovic 6.5: Come il suo dirimpettaio, Brozovic mette insieme una buona gara a Torino. Nonostante una partenza lenta, specchio fedele dell’atteggiamento corale dell’Inter, il croato alza la qualità del suo gioco, trova la posizione davanti a de Vrij e riesce ad entrare con maggiore intensità e frequenza nel fraseggio nerazzurro. Detta i tempi, scandisce da metronomo il ritmo dei meneghini trovando in qualche occasione pure qualche temibile conclusione. Neutralizzata con sicurezza da Szczesny.

Candreva 6+: Spina nel fianco della parte mancina della Juventus, Candreva merita un voto discreto per impegno, costanza di rendimento, voglia e intelligenza. Quella di un giocatore ritrovato e che a Torino si consacra nella nuova veste di pretoriano sulla destra di Conte. È sempre presente nei meccanismi dell’Inter, anche in quelli difensivi, si mette spesso in visione, si allarga sulla destra, crossa e ingaggia un bel duello sulla velocità e il dinamismo col buon Alex Sandro. Dura però un’ora abbondante finendo, dopo lo svantaggio, per uscire nella girandola dei cambi (disperati) del suo allenatore. Ma di certo non demerita.

Young 5.5: Malgrado un ottimo primo tempo, che gli consente di essere molto utile in copertura su Douglas Costa, l’inglese non riesce a rimediare la sufficienza finendo sotto le grinfie di uno spietato Dybala che in ben due circostanze, nei confini della stessa azione, lo salta mandandolo al bar e facendogli capire di che pasta è fatto. Si fa dribblare ed entra, negli highlights, dalla parte sbagliata della storia della gara. Il finale d’impegno e di cuore, ma anche di esperienza, non basta.

Barella 5.5: Accompagna poco e male il palleggio dei suoi finendo spesso per imbottigliarsi palla al piede con improbabili sortite verso il centro del campo. Garantisce fisicità, si batte spendendosi in copertura sulle avanzate senza palla di Ramsey limitando però il suo apporto ad una costante marcatura sui centrocampisti avversari. Privando, dunque, i suoi delle sue incursioni e di un supporto d’attacco adeguato. Appena 35 tocchi in partita e 3 contrasti vinti in questa anonima prestazione. Che infatti dura poco meno di un'ora.