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Orazio Russo è morto a 52 anni: l’attaccante ha giocato con Lecce e Catania, poi era rimasto nel club etneo

L’attaccante siciliano Orazio Russo è morto a 52 anni: era malato da tempo. È stato un simbolo del Catania, giocando con la maglia rossazzurra in tutte e quattro le categorie professionistiche. Poi era rimasto in vari ruoli nella società etnea, di cui in ultimo era responsabile del settore giovanile.
A cura di Paolo Fiorenza
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Il mondo del calcio piange Orazio Russo, morto oggi a 52 anni. L'attaccante siciliano (era nato a Misterbianco) era malato da tempo. Russo ha legato incancellabilmente il suo nome al Catania, essendo l'unico calciatore che ha vestito la maglia del club rossazzurro nelle quattro categorie professionistiche, in quattro periodi diversi.

Morto Orazio Russo, simbolo del Catania: era malato da tempo

Un legame che non si è spezzato neanche dopo aver appeso gli scarpini al chiodo. Finita la carriera di calciatore proprio con la maglia del Catania, Russo infatti è rimasto fin da subito nella società etnea, rivestendo vari ruoli: dal luglio del 2010 al 2014 è stato team manager, poi responsabile tecnico del progetto scuole calcio, tecnico delle giovanili, vice allenatore della prima squadra e tecnico della formazione Berretti e dell'Under 17. Infine, dalla stagione 2022/23 ricopriva il ruolo di responsabile del settore giovanile.

Un momento felice di Orazio Russo con la maglia del Catania, di cui è stato un simbolo
Un momento felice di Orazio Russo con la maglia del Catania, di cui è stato un simbolo

Esterno d'attacco, Orazio esordì in Serie A a 20 anni con la maglia del Lecce – dopo aver fatto tutta la trafila nelle giovanili del Catania – il 29 agosto del 1999. Era un Lecce-Milan, terminato con la vittoria dei rossoneri per 1-0, in cui Russo si trovò addirittura di fronte Paolo Maldini.

Russo giocò per tre stagioni nel Lecce, poi il primo ritorno a Catania, e a seguire SPAL, Savoia, Acireale, Catania per la terza volta, Padova, Perugia, Gela e infine ancora Catania nel 2010, a 36 anni. Ci tornò nel febbraio di quell'anno in vista di quella sarebbe stata la sua futura carriera nel club siciliano. Per fargli dare il degno addio da calciatore, il 16 maggio 2010 fu messo in campo al posto di Giuseppe Mascara nella partita contro il Genoa (unica presenza stagionale 6650 giorni dopo l'esordio con la stessa maglia), indossando anche la fascia di capitano.

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