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8 Settembre 2021
12:31

“Non posso andare al bar con gli amici o al parco coi miei figli”: Ronaldo racconta i suoi problemi

Anche i campioni piangono. O comunque hanno momenti di tristezza che li porta a rimpiangere una vita diversa da quella che conducono oggi, sia pure all’apparenza dorata. Cristiano Ronaldo apre uno spaccato sulle sue sofferenze private che gli negano le gioie concesse agli altri: “Se ne avessi l’opportunità ora, pagherei per riavere la mia privacy”.
A cura di Paolo Fiorenza
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"Essere me stesso è noioso": detto da Cristiano Ronaldo sembra un'assurdità, soprattutto pensando ad una vita trascorsa tra trionfi sui campi di calcio e momenti di relax nelle sue ville o sugli yacht. Eppure il fuoriclasse portoghese si lascia andare ad una confessione un po' amara in una chiacchierata dai toni confidenziali col giornalista del Daily Mail Piers Morgan.

I due si sono incontrati a cena e CR7 si è aperto come raramente ha fatto in passato, aprendo uno spaccato su un Ronaldo molto diverso dall'immagine che abbiamo di lui. "Ti piace essere così ridicolmente famoso?", è la domanda che spalanca una porta che diventa portone: "Piers, a dire il vero, è noioso. Essere me stesso è noioso. Quando inizia, è fantastico. Sei famoso, sei un giocatore fantastico, vinci trofei, fai gol, sei in prima pagina sui giornali, in televisione. Ma dopo molti anni, guardi la vita in un modo diverso. Hai una ragazza, hai figli, vuoi un po' di privacy e non c'è più privacy. La mia privacy è andata".

Ronaldo arriva quasi a rimpiangere il punto al quale è arrivato: "Se ne avessi l'opportunità ora, pagherei per riavere la mia privacy. La gente dice ‘Ah, sì, ma tu sei ricco. Hai soldi, hai macchine, hai case'. Ma questo non è tutto. Credimi, essere troppo famoso non va bene". Il giornalista inglese nota un velo di tristezza sul volto di Cristiano e resta molto colpito. Il cinque volte Pallone d'Oro continua: "Sai quante volte sono andato al parco con i miei figli negli ultimi due anni? Zero".

L'ex attaccante della Juventus racconta un mondo fatto di privazioni enormi nella sfera privata, inimmaginabili per una persona normale, ma anche per un giocatore che non sia CR7: "Se vado al parco, così tante persone arriveranno all'improvviso. I bambini saranno nervosi, io sarò nervoso, la mia ragazza sarà nervosa. Non posso andare in un bar con gli amici perché so che non si sentiranno a loro agio con me lì. Evito di fare questo genere di cose, perché le persone intorno a me saranno più nervose di me".

Ronaldo sa che adesso deve andare per la sua strada, nulla potrà mai essere come prima: "Mi sento come se fossi un po' in una gabbia permanente. Ma è troppo tardi per cambiarlo". A Manchester l'attesa per rivederlo in campo è spasmodica e la pressione è già asfissiante: nulla di diverso da quanto gli succede da 15 anni a questa parte. Essere Ronaldo non è tutto coppe e fiori.

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