Fino a un massimo di sette giornate di squalifica. È quanto rischia Neymar per il finale burrascoso della sfida di campionato contro l'Olympique Marsiglia. Espulso col Var dopo il battibecco con Alvaro Gonzalez (nel complesso saranno cinque i cartellini rossi estratti), il brasiliano ha protestato a lungo per gli insulti razzisti che avrebbe ricevuto dall'avversario ("mi ha chiamato scimmia", ha rivelato nel dopo gara spiegando perché e cosa gli ha fatto perdere la testa) e ha continuato l'alterco a distanza anche sui social. "Bisogna saper perdere", l'affondo del calciatore dell'OM. "La realtà è che non ti comporti da uomo", la replica piccata dell'ex Santos e Barcellona.

Al di là di come andrà, quanto accaduto domenica sera alla seconda di campionato (non accadeva da oltre 30 anno che il Psg perdeva 2 incontri in avvio di torneo) testimonia come la nuova stagione non potesse iniziare in maniera peggiore di questa. Nelle settimane scorse è stato contagiato dal coronavirus, alimentando il chiacchiericcio sulla vacanza trascorsa a Ibiza dopo la delusione in finale di Champions. È guarito ed è tornato in campo nonostante avesse pochi allenamenti nelle gambe (come si dice in gergo) incappando nella disfatta che può costargli cara.

È successo tutto in quei minuti concitati. Innervosito dalle provocazioni ricevute per tutta la gara, ha rifilato uno scappellotto all'avversario. Il Var non gli ha dato scampo, il direttore di gara lo ha espulso senza prestare ascolto alla denuncia di insulti razzisti. Oltre a Neymar a rischiare grosso è Angel Di Maria, accusato dal Marsiglia di aver sputato addosso ad Alvaro Gonzalez (lo stesso calciatore mimò il gesto della on-field-review per chiedere all'arbitro di sincerarsi dell'accaduto). Se le immagini dovessero confermare le parole dell'allenatore André Villas-Boas, l'argentino potrebbe subire una squalifica di ben 6 giornate.