La prima di Messi al San Paolo. Il battesimo del Pibe erede, che ha contribuito a 1000 gol tra reti e assist con il Barcellona e l'Argentina, sui luoghi di Diego Maradona. Una sera in Italia forte come un taglio di luna, nella Napoli che il Pais ripercorre in un reportage di due pagine intriso della malinconia per il Diego quotidiano che amava la pasta patate e provola della moglie del custode del San Paolo.

Con Setien, il Barcellona torna all'antico

Napoli-Barcellona è l'incrocio di un tempo cruciale e un po' sbandato. Gli azzurri, dopo la notte magica nel girone di Champions contro il Liverpool, hanno abbandonato il piano Ancelotti che avrebbe voluto giocatori responsabilizzati in un sistema fluido, in nome di un calcio strutturato. Il Napoli ha scelto la via di Gattuso e del pragmatismo. Il Barcellona l'ha abbandonato, il pragmatismo, in nome di uno stile identitario, della superiorità tecnica e verrebbe da dire morale del gioco di passaggi.

L'effetto del passaggio da Valverde a Setien è nei numeri. Il Barcellona è primo nella Liga per passaggi totali, filtranti e progressivi, quelli che permettono di saltare una linea di pressing o mettere almeno un avversario in meno tra il pallone e la porta. In campionato, contro il Granada, il Barcellona di Setién ha toccato l'82,6% di possesso palla: è il terzo dato più alto nella Liga dal 2005-06, e i primi due posti li occupa Guardiola (84% contro il Racing Santander, 83.9% contro il Levante nel 2011). La continuità con i principi del gioco di passaggi, del dominio del campo attraverso il fraseggio stretto, è evidente.

La rete di passaggi del Barcellona contro il Getafe
in foto: La rete di passaggi del Barcellona contro il Getafe

Come cambia il Barcellona da Valverde a Setien: i numeri

Rispetto alle medie nella Liga, nel girone di Champions, completato interamente con Valverde in panchina, il Barcellona ha completato in media una sessantina di passaggi in meno a partita. Attacca anche meno in profondità (14.92 azioni in questa categoria contro 17), direziona meno palloni nella trequarti avversaria (65.8 contro 70.7), e tira peggio: a parità di conclusioni per 90 minuti, la percentuale di tiri in porta si ferma al 34% rispetto al 49% nella Liga.

A Setién, il Barcellona chiede la difesa di un marchio. A Valverde, Barcellona rimprovera l'aver scelto a Liverpool, nella semifinale della scorsa stagione, di abbandonare la via maestra per un estraneo 4-4-2. Ancelotti e Simeone, che ha tenuto il Liverpool lontano dalla porta nell'andata degli ottavi, hanno dimostrato quest'anno che il modulo funziona per bloccare i Reds. Ma funziona se c'è un'abitudine all'interpretazione aggressiva della fase difensiva con le due linee compatte, non si improvvisa un cambio di identità.

L’andamento dei passaggi a partita del Barcellona in stagione
in foto: L’andamento dei passaggi a partita del Barcellona in stagione

Più libertà ai centrocampisti offensivi

Il nuovo tecnico ha ripreso la tradizione del 4-3-3 che fu di Guardiola, con Busquets centro di equilibrio di un centrocampo dinamico e creativo in cui ha liberato l'estro di Vidal e di de Jong, che ha guadagnato forse più di tutti dal cambio di guida tecnica. L'olandese tira poco (0.2 a partita), ma i suoi quasi tre scatti palla al piede e i 2.41 expected assist a partita lo rendono un fattore per una squadra che riscopre la flessibilità nell'occupazione del campo a partita in corso. De Jong, che all'Ajax ha giocato da regista affiancato a Schone, si integra bene sia con Rakitic, il centrocampista offensivo blaugrana che tenta più conclusioni a partita, e Vidal. Il cileno è il più pericoloso (3.84 expected goals e 2.09 tocchi nell'area avversaria), è decisivo per aprire spazi, allargare le difese, anche se ha bisogno di una spalla per sfruttare i corridoi: gli riesce infatti appena un dribbling su tre.

La mappa delle zone di campo occupate da Vidal in stagione (fonte Wyscout)
in foto: La mappa delle zone di campo occupate da Vidal in stagione (fonte Wyscout)

Setién ha usato spesso Sergi Roberto come “grimaldello” nel ruolo di ala sinistra. Lo spagnolo, un dribblatore efficacissimo, va pochissimo al tiro. Si muove fra la trequarti e la linea di centrocampo, la sua è una scelta conservativa ma utile per dilatare il campo. E poi c'è Arthur, che ha avviato e concluso l'azione del 5-0 contro l'Eibar dopo i quattro gol di Messi. Il brasiliano completa quasi due dribbling su tre e oltre tre azioni offensive a partita.

Contrastare la mutevolezza negli equilibri tra i centrocampisti offensivi che affiancano Busquets rappresenta la sfida decisiva per il Napoli. Le mezzali (Allan, Zielinski, Ruiz) fanno la differenza nella guida delle transizioni, nel mantenere i triangoli che consentono di superare le linee di pressing avversari. Ma l'allineamento in fase di copertura lascia spazi scoperti fra le linee, nei corridoi fra mezzala e terzino, che la presenza di un mediano come Demme riduce ma non risolve. Non a caso, solo Juve, Parma e Cagliari, nella gestione Gattuso, hanno chiuso la sfida contro gli azzurri con meno di un expected goal.

Il posizionamento dei centrocampisti, in questa azioen contro la Lazio, non evita la formazione di spazi tra le line (fonte Total Football Analysis)
in foto: Il posizionamento dei centrocampisti, in questa azioen contro la Lazio, non evita la formazione di spazi tra le line (fonte Total Football Analysis)

Messi, il direttore d'orchestra del Barça

Il nuovo tecnico, passata una fase iniziale di transizione complessa per istruzioni dense e non sempre facilmente comprese, ha riportato una familiare libertà di ispirazione negli ultimi 20-30 metri. Messi, toccato e venerato come le icone appena atterrato a Napoli, scompare e riappare come l'alta marea. Anche quando sembra che in campo si riposi, orienta le posizioni dei compagni e degli avversari. Né centravanti di movimento né trequartista, cerca una terza via che riassuma entrambe le fisionomie. L'assist di prima per l'ultimo gol in Liga di Griezmann contro il Getafe è il risultato del contro-movimento della “Pulce”, che non sta solo al centro della scena, ma crea l'atmosfera. Il francese, attaccante aggregativo che non si è mai del tutto inserito nella visione di Valverde, ne guadagna. E ne guadagna anche Messi, che aumenta la zona di influenza, abbatte i confini e incrementa le possibilità di creare, con o senza centravanti di ruolo.

I passaggi che Messi ha ricevuto contro l’Eibar. Solo uno in area di rigore
in foto: I passaggi che Messi ha ricevuto contro l’Eibar. Solo uno in area di rigore

Leader non più solo tecnico, ha difeso la reputazione di tutti nella battaglia con Eric Abidal, spedito un po' allo sbaraglio a interpretare un ruolo da “cattivo” non ritagliato per lui. Nella polveriera di una squadra prima eppure contestata, con la dirigenza accusata di aver pagato una società per diffondere commenti critici e denigratori verso giocatori e possibili avversari del presidente Bartomeu, Messi ha difeso tutti. Mentre tanti pensavano a un suo addio. Ma in una lunga intervista al Mundo Deportivo, ha confermato che la libertà di decidere se restare o andar via l'ha sempre avuta, clausola o no. E di voler restare, “finché il club e i tifosi lo vorranno”.

Ter Stegen, il portiere della nuova era

La sperimentazione tattica coinvolge anche la zona di campo più lontana rispetto a Messi, il territorio d'elezione di ter Stegen che contro il Getafe ha completato 69 passaggi, il dato più alto per un portiere nella Liga dal 2005: tanti quanti ne hanno realizzati i quattro centrocampisti titolari del Getafe messi insieme,

Il Barça ariva anche a far battere i rinvii a un difensore per passare palla al portiere e avere una linea di passaggio libera nella fase di uscita bassa del pallone. Tenere il possesso può comportare anche passare all'indietro per poter poi avanzare. Una filosofia che conferma la responsabilità su un portiere post-moderno e poi si traduce in tutto il resto del campo, come un'onda. E il mare non si argina con gli scogli, ma con la forza dei principi e la mutevolezza delle interpretazioni. E con la velocità, l'incoscienza, la "cazzimma" per ribaltare il gioco, soprattutto nella zona di centro-sinistra della difesa blaugrana, che nelle ultime partite in quella zona si è più volte scoperta vulnerabile. Napoli, yes you can.