Non c'è un grande feeling tra Antonio Giua, giovane arbitro sardo, e il Napoli. Parma-Napoli è la sua seconda direzione di gara con gli azzurri e non va molto meglio rispetto alla prima, un Napoli-Lecce caratterizzato da grandi polemiche per un rigore non assegnato agli azzurri per fallo su Milik, con tanto di ammonizione nei confronti dell'attaccante polacco. I rigori assegnati al Parma nella sfide del Tardini hanno fatto arrabbiare la squadra di Gattuso come in quella circostanza.

In occasione del primo rigore ci sono grandi dubbi sul contatto tra Grassi e Mario Rui. Le traiettorie si incrociano appena all'interno dell'area, una situazione vista a ripetizione sui campi di calcio. Frazioni di secondo nei quali l'arbitro è chiamato a valutare presenza ed entità del contatto, che a grande velocità può anche essere lieve per risultare decisivo. In questo caso Giua non ha dubbi e non ricorre neanche al VAR: Mario Rui ha toccato Grassi e lo ha disturbato nella sua corsa. A rivedere le immagini, da più angolazioni, permane più di un'incognita sulla sanzione decisa dall'arbitro. Il contatto è leggero, quasi impercettibile, ammesso ci sia stato. A nulla servono le proteste di un indemoniato Mario Rui e dei compagni di squadra. Per il direttore di gara si va sul dischetto.

Gli è servito il VAR, invece, per assegnare il calcio rigore dell'1-1 al Napoli. Un tiro di Fabian Ruiz viene intercettato con il braccio e Giua decreta un calcio di punizione dal limite dell'area a favore degli azzurri. Richiamato dal VAR, va a valutare lui stesso la posizione del fallo di mano: seppur di poco, il tocco avviene all'interno dell'area gialloblu ed è giusto, dunque, correggere la decisione iniziale e consentire ad Insigne di presentarsi dal dischetto. E iniziare, così, a fare pace con il Napoli dopo un inizio di conoscenza piuttosto tumultuoso.

Nel finale di partita, l'episodio decisivo: Kulusevski sfugge a Koulibaly ed è furbo nel piazzarsi davanti al difensore senegalese alla ricerca del contatto. Sulla corsa lo svedese finisce per terra, ma sembra già essere in caduta al momento del tocco con Koulibaly. Anche in questo caso il VAR non cambia il verdetto di Giua e il Parma può celebrare la salvezza con una vittoria di rigore.