All'Allianz Stadium il protagonista ancora una volta è il fallo di mano. E di riflesso Cristiano Ronaldo. L'episodio che sblocca Juventus-Lazio, dopo un primo tempo equilibrato, si materializza dopo cinque minuti del secondo tempo.

Cristiano Ronaldo va alla conclusione dal limite dell'area, Bastos si butta a peso morto nella sua direzione per intercettare il tiro in ogni modo possibile: per sua sfortuna lo fa con un braccio. L'arbitro Orsato è a pochi metri dal cuore dell'azione e non ha nessun dubbio nel fischiare. Il braccio del difensore biancoceleste è largo, in posizione innaturale, e aumenta il volume del corpo. Un fallo di mano perfettamente punibile. Sin dal primo momento, però, indica un punto appena fuori l'area di rigore, convinto che l'impatto tra braccio e pallone sia avvenuto oltre la linea. Il VAR, come da prassi, verifica la posizione reale del tocco e qui si materializza il colpo di scena. Orsato viene richiamato ad una on-field review perché il braccio di Bastos sembra molto più all'interno dell'area che fuori. E il fischietto veneto, con il conforto delle immagini, decide di cambiare la propria decisione e di assegnare il calcio di rigore alla Juventus. Timide le proteste dei calciatori della Lazio, evidentemente consapevoli della colpevolezza di Bastos.

In tre occasioni consecutive, dunque, la Juventus si è vista concedere un calcio di rigore per fallo di mano sul proprio campo. Dopo i due falli di mano commessi dai calciatori dell'Atalanta, è arrivato quello di Bastos. In tutte le circostanze è stata corretta la decisione del direttore di gara, a prova di regolamento. In particolare nel caso dell'episodio attorno a cui è svoltata Juventus-Lazio, ci sono davvero pochi dubbi: il braccio di Bastos è larghissimo ed impatta chiaramente il pallone. In area di rigore, come riscontrato dal VAR.