José Mourinho non ritrova solo la Serie A, ma anche Antonio Conte. L'allenatore portoghese nella prossima stagione si accomoderà sulla panchina della Roma e 11 anni dopo dunque vestirà i panni del rivale dell'Inter, la squadra che ha portato sul tetto d'Europa nel 2010 con l'eccezionale triplete. Alla guida dei nerazzurri, da campione d'Italia, c'è un vecchio nemico ovvero proprio quel Conte con il quale in Premier ci sono stati numerosi momenti di tensione, conditi da dichiarazioni pesantissime.

Mourinho vs Conte, come è iniziato tutto e perché hanno litigato

Mourinho al ritorno in Serie A, trova una situazione simile a quella relativa a quando diventò il nuovo manager del Manchester United. In quell'occasione alla guida del Chelsea, sua ex squadra c'era Antonio Conte, proprio come oggi quando da giallorosso ritrova il salentino al comando di quella che in passato è stata la "sua" Inter. Qual è il rapporto tra i due? Di certo non si può non definire complicato, alla luce degli scontri verbali delle scorse stagioni oltremanica. Tutto iniziò in occasione del primo ritorno di Mou all'Old Trafford da avversario. In Chelsea-United, Conte rifilò al portoghese un pesantissimo 4-0. Prima di lasciare il terreno di gioco, il portoghese si avvicinò all'avversario e gli sussurrò qualcosa all'orecchio.

Allo Special One non andò giù l'esultanza sfrenata del mister italiano: "Non si esulta in questo modo, è mancanza di rispetto nei confronti dell'avversario sconfitto. Non si esulta così sul 4-0, puoi farlo sull'1-0, altrimenti è un'umiliazione per noi". Conte dopo aver incassato il "consiglio" del tecnico tornò sulla vicenda in conferenza chiarendo: "Io sono stato giocatore, so come comportarmi. Ho voluto chiamare lo stadio a fare un applauso alla squadra anche sul 4-0, perché lo meritava. C'è sempre grande rispetto per tutti, compreso il Manchester Utd. Non è successo assolutamente niente, ho fatto qualcosa di normale. Non sbeffeggio nessuno, me ne guardo bene".

La rissa sfiorata tra Conte e Mourinho, in campo e nel tunnel

La cosa sembrava finita lì, ma in realtà il fuoco covava sotto la cenere e tornò ad ardere in occasione del replay tra le due squadre nei quarti di FA Cup. Questa volta gli allenatori diedero vita ad un duello a bordo campo, con tanto di urla e insulti fino a sfiorare lo scontro fisico, sotto gli occhi del quarto uomo. Un battibecco pesante che proseguì anche nel tunnel degli spogliatoi, dove stando alle indiscrezioni dell'epoca solo l'intervento degli addetti ai lavori scongiurò un principio di rissa.

Una nuova puntata del duello Conte vs Mourinho arrivò pochi mesi dopo, quando il portoghese rispondendo ad una domanda della stampa fece riferimento a quegli allenatori che "fanno i pagliacci a bordocampo". Quando la frase fu riportata a Conte, la risposta fu perentoria: "Forse a volte qualcuno dimentica quello che era in passato, i suoi comportamenti. A volte è come una "demenza senile" quando ci si dimentica che quello che si è fatto in passato. C’è una persona che continua a guardare qui. Se ne è andato, ma continua a guardare qui".

La stoccata di Mourinho sulla squalifica di Conte

Parole pesanti, a cui Mourinho decise di rispondere con altrettanta durezza e con un riferimento alla squalifica di Conte per omessa denuncia nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse del 2011: "Io non me la prendo con Conte, le mie parole gli sono state riportate male e la domanda non gli è stata fatta nel modo giusto. Ecco perché la sua reazione è stata esagerata e fuori controllo. Io parlavo di ‘atteggiamenti da clown' riferendomi a me stesso, non serve che lui mi ricordi che ho commesso degli errori e che ne commetterò altri. Però posso dire che io non sarò mai squalificato per calcioscommesse". Un colpo basso che spinse Conte alla controreplica: "Penso che quando ci sono commenti di questo tipo, commenti con i quali vuoi offendere qualcuno senza conoscere la verità, significa che sei un piccolo uomo. Forse è stato un piccolo uomo in passato, un piccolo uomo nel presente, e forse lo sarà, un piccolo uomo, anche in futuro".

La pace provvisoria e la nuova stoccata

Una querelle che a lungo ha catalizzato l'attenzione mediatica, fino a quando entrambi decisero di darci un taglio, confermando addirittura il disprezzo reciproco. Se Mou chiosò con un "mi ha insultato per la seconda volta ma, adesso cambio registro e mi affido al disprezzo e per me il disprezzo significa fine della storia", Conte sulla stessa lunghezza d'onda ribadì: "Ma circa il disprezzo, lo stesso vale per me. Non so se lui ha detto questo, ma io non sono preoccupato. Anzi, dormo molto bene". Dal disprezzo poi si passò al rispetto quando i due si ritrovarono sul campo in occasione del match di ritorno di Premier, con tanto di stretta di mano e buffetti. In quell'occasione, Mourinho rivelò:"Ci siamo stretti la mano, eravamo stufi. Dopo la partita a Manchester, l'ho invitato nel mio ufficio e abbiamo parlato, non c'è nulla".

Tutto finito? Non proprio visto che nell'estate 2017, Conte dopo la sconfitta del suo Chelsea contro l'Inter in un'amichevole pronunciò parole provocatorie con un riferimento al suo predecessore: "Non vogliamo fare la fine del Chelsea di due anni fa, che dopo aver vinto il titolo ha concluso al decimo posto". Un intervento a cui il neo-allenatore della Roma rispose così: "Conte potrei rispondere in tanti modi diversi, ma non voglio perdere i miei capelli". Un riferimento ironico evidente al trapianto di capelli a cui si è sottoposto il manager italiano. E ora è lecito aspettarsi nuovi scontri verbali, in terra italiana.