Millwall-West Ham oggi, 14 anni dopo torna il Dockers Derby: 100 sfide tra scioperi, morti e vendette

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Il derby della working class londinese torna dopo quattordici anni. Millwall e West Ham si affrontano per la centesima volta: una rivalità nata tra i portuali dell’East End, alimentata dallo sciopero del 1926 e diventata negli anni una delle più controverse del calcio inglese.

Ci sono derby che nascono dalla geografia, altri dalla storia. Quello tra Millwall e West Ham nasce da entrambe, ma soprattutto da un mondo che non esiste più: quello dei moli, dei cantieri navali, delle fabbriche e delle comunità operaie che vivevano sulle due sponde del Tamigi. È il Dockers Derby, il derby dei portuali. Una sfida che per decenni ha rappresentato molto più di novanta minuti di calcio e che, dopo quattordici anni di attesa, torna finalmente a mettere una di fronte all'altra due delle tifoserie più identitarie d'Inghilterra.

Oggi, 19 settembre 2026, al The Den sarà il centesimo confronto ufficiale tra Millwall e West Ham: l'ultimo risale al febbraio 2012, quando gli Hammers si imposero in Championship. Poi le strade delle due squadre si sono nuovamente separate. La retrocessione del West Ham ha però ricomposto il puzzle e riportato il derby nel calendario.

Ma per capire perché questa partita sia così diversa dalle altre bisogna tornare indietro di oltre un secolo.

Dalle fabbriche al campo: quando il calcio era una questione di lavoro

Millwall e West Ham hanno radici industriali comuni. Il Millwall nasce nel 1885 per iniziativa di alcuni lavoratori della J.T. Morton, azienda che aveva uno stabilimento sull'Isle of Dogs. Dieci anni più tardi viene fondato il Thames Ironworks, la squadra legata ai lavoratori dei cantieri navali dell'omonima azienda.

Erano uomini che vivevano dello stesso fiume e dello stesso mondo: il lavoro portuale, le officine, le navi, i cantieri. Ma appartenevano a comunità diverse e, soprattutto, lavoravano per realtà industriali concorrenti.

Quando nel 1900 il Thames Ironworks chiude la propria esperienza calcistica, dalle sue ceneri nasce il West Ham United. Il Millwall, invece, qualche anno dopo lascia l'Isle of Dogs e si trasferisce a New Cross, nel sud di Londra. La distanza fisica aumenta, ma non quella emotiva. È in questo contesto che prende forma una rivalità destinata a diventare generazionale.

Il fantasma dello sciopero del 1926

Nella memoria del derby c'è anche una vicenda che precede di decenni l'epoca degli hooligan: lo sciopero generale del 1926. La protesta coinvolse milioni di lavoratori britannici e colpì duramente anche i porti londinesi. Nel racconto tramandato dalle tifoserie, alcuni lavoratori legati all'area del Millwall avrebbero continuato a lavorare o sarebbero tornati al lavoro prima della fine dello sciopero, provocando la rabbia degli operai vicini al West Ham. Altre ricostruzioni attribuiscono però lo stesso comportamento a lavoratori dell'altra sponda.

Più che una certezza storica assoluta, quella dello sciopero è diventata una delle leggende fondative del derby: una storia di solidarietà operaia tradita, rivalità tra lavoratori e rancori trasferiti dal mondo del lavoro alle gradinate. È uno dei motivi per cui questa sfida non è mai stata soltanto una questione di quartiere.

Gli anni Settanta: il derby cambia volto

Negli anni Settanta il calcio inglese entra nell'epoca delle firm, dei gruppi organizzati di hooligan. Millwall e West Ham diventano due dei nomi più riconoscibili di quel fenomeno. Da una parte ci sono i Bushwackers, dall'altra la Inter City Firm. La rivalità esce definitivamente dagli stadi e comincia a produrre episodi che lasciano cicatrici profonde.

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Tensione durante il Dockers Derby del 1992.

Nel 1972, durante una partita organizzata al The Den per celebrare Harry Cripps, storico difensore del Millwall, si verificano incidenti tra le tifoserie. Quattro anni più tardi arriva il primo episodio destinato a trasformare per sempre il rapporto tra i due club. Nel 1976, alla stazione di New Cross, Ian Pratt, 18 anni e tifoso del Millwall, muore dopo essere stato investito da un treno durante una fuga legata agli scontri con sostenitori del West Ham. Le circostanze esatte della sua morte restano controverse, ma per la tifoseria del Millwall quell'episodio diventa una ferita impossibile da cancellare. La risposta non tarda ad arrivare.

La vendetta del 1978

Nel 1978 il calendario rimette West Ham e Millwall una di fronte all'altra. La partita viene caricata di un significato che va ben oltre il risultato. La tensione è tale che la polizia prepara un dispositivo eccezionale attorno a Upton Park. Gli scontri esplodono e decine di persone vengono arrestate. È il momento in cui il derby assume definitivamente la fama di partita ad altissimo rischio.

Otto anni più tardi arriva un'altra tragedia. Nel 1986 Terry Burns, 19 anni e tifoso del West Ham, viene accoltellato mortalmente a Londra durante gli scontri legati alla rivalità. La spirale delle vendette ha ormai trasformato il confronto in qualcosa di molto più oscuro del semplice antagonismo sportivo. Non è più soltanto Millwall contro West Ham. È memoria contro memoria, morte contro morte, una generazione che tramanda alla successiva il proprio rancore.

Il derby che non vuole morire

Gli anni Novanta non cancellano la rivalità. La rendono semplicemente meno frequente. Il problema è anche sportivo: Millwall e West Ham trascorrono periodi in categorie differenti. Dal secondo dopoguerra le due squadre si incontrano in campionato soltanto in occasioni relativamente rare e nella massima serie condividono la stessa stagione appena una volta, nel 1988-89. Quando però si ritrovano, la storia torna immediatamente a galla.

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Tifosi del West Ham.

Nel 2003, dopo dieci anni senza affrontarsi, la polizia prepara un dispositivo enorme per il ritorno del derby a Upton Park. Nel 2004 è il Millwall a vincere nettamente 4-1 al The Den, in una partita segnata da incidenti e dall'intervento della polizia anche all'interno dello stadio. Ma il capitolo più famoso dell'epoca moderna arriva nel 2009.

2009, la notte che ha fatto il giro del mondo

West Ham e Millwall si ritrovano in League Cup. È il 25 agosto 2009 e Upton Park diventa il teatro di una delle serate più drammatiche nella storia recente del calcio inglese. Gli scontri iniziano prima e proseguono durante la partita. Un tifoso del Millwall viene accoltellato al di fuori dello stadio, mentre all'interno del Boleyn Ground alcuni sostenitori invadono il terreno di gioco. La gara viene temporaneamente interrotta.

Il West Ham vince 3-1 dopo i supplementari, ma il risultato finisce quasi per essere un dettaglio. Le immagini degli incidenti fanno il giro del mondo e la Football Association avvia procedimenti disciplinari nei confronti dei due club. Quella sera dimostra che la rivalità, nonostante il passare delle generazioni, non è stata cancellata dal calcio moderno.

La provocazione del cielo

Anche quando non ci sono scontri, il derby continua a produrre episodi destinati a entrare nella sua mitologia. Nel 2011 il West Ham lotta per evitare la retrocessione dalla Premier League. Il 15 maggio perde contro il Wigan e condanna se stesso alla discesa in Championship.

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Tifosi del Millwall.

Durante la partita sopra lo stadio compare un piccolo aereo con uno striscione rivolto all'allenatore degli Hammers, Avram Grant, definito sarcasticamente una "leggenda del Millwall". La firma è quella dei tifosi dei Lions. Una provocazione studiata per colpire l'avversario nel momento peggiore. Un anno dopo, nel febbraio 2012, Millwall e West Ham si affrontano per l'ultima volta. Gli Hammers vincono, poi le loro strade si separano ancora una volta.

Non soltanto odio

La storia, però, non è fatta esclusivamente di violenza. Nel 2018 una bambina di tre anni, Isla Caton, tifosa del West Ham e malata di neuroblastoma, ha bisogno di raccogliere fondi per le cure. Un sostenitore del Millwall decide di organizzare una corsa benefica dal The Den al London Stadium, indossando proprio la maglia degli Hammers.

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È un episodio apparentemente piccolo rispetto a un secolo di rivalità, ma racconta un'altra faccia del calcio popolare inglese: quella in cui l'appartenenza a una maglia può essere messa da parte davanti alla solidarietà. Isla è morta nel 2022. Millwall e West Ham hanno condiviso un messaggio di cordoglio per la sua famiglia. Per una volta, le due tifoserie hanno avuto qualcosa da condividere.

Quattordici anni dopo, torna il Dockers Derby

Adesso il tempo è tornato indietro. Oggi il The Den riaprirà le porte al Dockers Derby numero 100 (visibile in diretta esclusiva in Italia su Como TV): sono passati quattordici anni dall'ultima sfida. Il West Ham arriva dopo la retrocessione dalla Premier League e si presenta al confronto in testa alla Championship; il Millwall ritrova invece una partita che per i suoi tifosi ha un significato che la classifica non può spiegare.

Le autorità hanno predisposto misure di sicurezza particolarmente rigide, con percorsi separati e una presenza rafforzata della Metropolitan Police. Il West Ham avrà un numero limitato di biglietti per la trasferta. L'obiettivo è semplice: evitare che la storia del derby venga nuovamente scritta dalla violenza. Perché questa partita appartiene prima di tutto al calcio, ma porta con sé più di un secolo di memoria.

C'è il fiume che separava i quartieri. Ci sono le fabbriche e i portuali. C'è lo sciopero del 1926, diventato leggenda. Ci sono Ian Pratt e Terry Burns, due morti rimasti nella memoria delle rispettive tifoserie. Ci sono gli anni degli hooligan, le vendette, gli arresti e le notti di guerriglia. Ci sono Upton Park, The Den, il 2009 e quei quattordici anni di distanza.

E poi ci sono due cori. Da una parte “I'm Forever Blowing Bubbles”. Dall'altra “No One Likes Us, We Don't Care”. Due canzoni, due identità, due modi diversi di raccontare Londra. Domani torneranno a incrociarsi. Millwall contro West Ham. Cento volte, dopo quattordici anni. Il Dockers Derby è tornato.

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