Soualiho Meité è già pronto per dare una mano al Milan. Stefano Pioli ne ha necessità e lo dimostra la scelta di chiudere in un lampo il trasferimento del centrocampista dal Torino ai rossoneri. Già a Cagliari, al netto delle scelte e delle gerarchie del tecnico, Meitè sarà in campo o – almeno – in panchina a colmare i vuoti lasciati dai troppi giocatori di cui il Milan non può permettersi l'assenza tra isolati per Covid e infortunati.

Visite mediche, presentazione e nuova firma sul contratto, poi il campo. Dopotutto in mediana c'è chi deve per forza di cose rifiatare e il Milan ha necessità di tenere altissimo il livello delle proprie prestazioni sia in campionato che in Europa dove il dovere chiama al motto di non lasciare nulla di intentato. Il primo obiettivo, essere campione d'inverno, è ad un passo ed è spesso prodromo di quello più alto, il tricolore. Che potrebbe passare anche da Meitè.

"E' una grande società, con una grande storia. Felice di essere qui, è un club mitico. Quando ho  saputo dell'interesse per me non ho perso tempo. Ho parlato con parenti e amici e ora sono qui a riportare in alto il Milan sia in campionato che in Coppa". Per lui una maglia – la numero 18 – e un posto probabile a centrocampo dove, una volta al completo avrà concorrenza ma anche occasioni per mettersi in mostra.

Classe 94, 27 anni a marzo, Meitè è il 17° francese della storia del Milan. Nato a Parigi, cresciuto calcisticamente nell'Auxerre è arrivato al Torino per poi giungere al Milan, in prestito, per provare a guadagnarsi la conferma: "Ho firmato a 13 anni con l'Auxerre e mi sono formato in quel club fino ai 17 anni, quando ho firmato poi il mio primo contratto da professionista. È da lì che è partito tutto ma a giocare a calcio lo facevo già da quando avevo 7 anni".

Meitè potrebbe dare qualità e quantità in mediana permettendo a Pioli di svariare maggiormente nella gestione degli uomini. Fisico e di personalità Meitè a Torino ha giocato 82 partite, segnando 3 gol, di  cui in questa stagione 17 gettoni e una rete: "Mi piace avere la palla, la tecnica e il bel gioco. E fornire gli assist vincenti ai compagni". A Cagliari si vedrà.