Un altro tormentone di mercato arriva all'epilogo. Il Milan ha comunicato ufficialmente la cessione di Suso al Siviglia: la formula del trasferimento, come già trapelato ieri in seguito alla stretta di mano decisiva, è quella del prestito (della durata di 18 mesi) con riscatto obbligatorio al verificarsi di determinate condizioni stabilite tra i due club. Le condizioni non sono state annunciate in via ufficiale ma dovrebbero riguardare la qualificazione del club andaluso – attualmente terzo nel campionato spagnolo – alla prossima Champions League. Il Milan è fiducioso che la cessione, ad oggi temporanea, possa diventare permanente al termine del prestito.

La trattativa per Suso al Siviglia

In primo momento il Milan non voleva sedersi a trattare sulla base di un'operazione a titolo temporaneo: nei piani della dirigenza rossonera c'era la ferma volontà di privarsi del giocatore in via definitiva. Le difficoltà incontrate nel trovare acquirenti disposti ad affrontare da subito un investimento importante (vista la richiesta iniziale di 25 milioni) ha poi portato il Milan ad ammorbidirsi e a considerare la possibilità di un prestito con potenziale obbligo di riscatto nel momento in cui si è fatto insistente l'interesse del Siviglia, con Monchi – ex direttore sportivo della Roma – fortemente determinato a riportare in Spagna Suso.

I numeri di Suso al Milan

Con la cessione di Suso al Siviglia si chiude una storia lunga quattro stagioni, con 24 gol in 152  presenze, qualche alto e molti bassi, specialmente nel corso degli ultimi mesi. Sempre un punto fermo nelle ultime edizioni del Milan, Suso era diventato il principale capro espiatorio scelto dai tifosi nei momenti di maggior difficoltà del club rossonero. Beccato con fischi e contestazioni ad hoc, era lentamente scivolato ai margini della prima squadra nel corso delle ultime settimane, fino all'inevitabile addio.