Il Coronavirus ha fermato il campionato e in qualche modo anche l'attività di pianificazione in vista della prossima stagione. Calciomercato compreso. Le incertezze sul futuro immediato e a medio termine, con i conseguenti effetti sul piano economico, hanno messo in standby le trattative già avviate e quelle che – tipicamente – sono solite nascere a primavera inoltrata. Le riflessioni tecniche, però, non possono interrompersi del tutto e molti club le stanno portando avanti. Tra questi anche la Juventus, che tra le priorità in agenda ha un tema delicato: il ruolo di regista, centrale nel gioco di Sarri e – più in generale – nell'idea di calcio che la Juve intende abbracciare nei prossimi anni, con qualsiasi allenatore si siederà in futuro sulla panchina bianconera.

Il futuro di Pjanic

Da Miralem Pjanic ci si aspettava un rendimento di grande livello sotto la gestione del tecnico toscano. Il bosniaco si era già dimostrato valido direttore d'orchestra con Allegri, ma con Sarri non ha reso come nelle aspettative. Le sue prestazioni sono andate di pari passo con l'evoluzione del gioco: Pjanic non è diventato il ‘regista di Sarri' così come tutta la Juventus non è diventata una ‘squadra di Sarri'. L'ex centrocampista di Lione e Roma vanta una media di 66.3 passaggi a partita, la più alta nella Juventus ma decisamente lontana dai livelli di Jorginho, il ‘regista di Sarri' per antonomasia, che nell'ultimo anno a Napoli arrivò a far registrare 96.9 passaggi di media a partita. Per questo motivo sono in atto ragionamenti su una possibile rinuncia a Pjanic, che a 30 anni riscuote ancora gradimento sul mercato e potrebbe fruttare una ricca plusvalenza

Obiettivi Juve: Jorginho, Tonali, Arthur

Per un regista che va, un regista che entra. Nei confronti di mercato interni al club la Juventus ha individuato tre profili su tutti nel ruolo. Il primo è proprio quel Jorginho così legato a Sarri, uno dei perni del suo Napoli: fondamentale per l'applicazione dell'idea di calcio del tecnico toscano per la rapidità con cui riesce a muovere il pallone, ritmo che spesso è mancato a Pjanic in questa stagione. Costa tanto (il Chelsea lo valuta 50 milioni), così come Arthur, pedina importante nel Barcellona prima di Valverde, poi di Setien. Lo status del brasiliano al Barcellona è particolare: gode di grande considerazione, ma il club. catalano è aperto a trattare in caso di proposte adeguate.

Il profilo che in questi mesi ha raccolto i maggiori consensi è però un altro, sull'asse dell A21 che unisce Torino e Brescia: quel Tonali accompagnato dall'etichetta di erede di Pirlo più per una somiglianza fisica che tecnica, a dire il vero, che al suo primo anno di Serie A si è subito dimostrato pronto per grandi palcoscenici. Lascerà il Brescia a fine stagione, in qualsiasi modo finirà, e insieme alla Juve c'è l'Inter in prima fila. In un momento così particolare il tempismo potrà avere un ruolo cruciale.