Mattia De Sciglio è disoccupato e ricorda i bei tempi con Allegri: “Mi chiamava ‘Mangia e dormi'”

Se qualcuno si chiede che fine abbia fatto Mattia De Sciglio, se sia infortunato o ritirato, ci pensa il diretto interessato a far sapere che non solo sta bene, ma si sta allenando per tornare a giocare quanto prima: le parole del 33enne difensore milanese sono un appello a qualche squadra che abbia bisogno di un calciatore esperto e avvezzo ai palcoscenici più nobili. Del resto parliamo di un giocatore che ha vestito per 40 volte la maglia dell'Italia e che ha vinto tre Scudetti e due Coppe Italia con la Juventus, oltre a tre Supercoppe italiane (una sempre coi bianconeri, le altre due col Milan).
Cosa fa Mattia De Sciglio oggi: si allena e aspetta una squadra
Prima di tutto De Sciglio, che è sceso l'ultima volta in campo lo scorso 24 aprile con la maglia dell'Empoli nella semifinale di Coppa Italia persa col Bologna (ha fatto panchina per tutto il finale di campionato terminato con la retrocessione dei toscani), vuole sgombrare il campo dal dubbio che sia un ex calciatore: "Mi sto allenando ogni giorno per farmi trovare pronto. Non ho alcuna intenzione di smettere, sto bene e posso dare ancora tanto. Non vedo l'ora di tornare in campo. Valuto ogni opportunità, ma mi piacerebbe riprovare un’esperienza all'estero. Nella stagione a Lione (2020/21, ndr) ho scoperto un nuovo modo di vivere il calcio".

"Allegri? Mai favoritismi nei miei confronti"
Dal Milan, nelle cui giovanili è cresciuto, alla Juventus, dove si è trasferito a 24 anni nel 1992, la carriera di De Sciglio è stata segnata dall'asse fortissimo con Massimiliano Allegri. Al punto che per molti era un ‘figlioccio' del tecnico livornese: "Non è vero, è un'etichetta che mi porto dietro – replica al ‘Corriere della Sera – Certo, è l'allenatore a cui sono più legato. Mi ha lanciato al Milan e nei momenti più duri mi ha aiutato a restare positivo. Tutto quello che ho fatto, però, me lo sono conquistato. Non ci sono mai stati favoritismi. Anzi, da me ha sempre preteso più di quanto facesse con molti altri. Mi chiamava ‘Mangia e dormi', per il mio pensare sempre al calcio".
De Sciglio ha messo una croce sul nome di Montella da quel giorno a San Siro: "Fu un modo per usarmi"
De Sciglio spende parole meno belle per un altro allenatore avuto al Milan, Vincenzo Montella. C'è un episodio che non può dimenticare, nel suo ultimo anno in rossonero: "Aspettavano un minimo errore per criticarmi. I miei social si riempivano di insulti e cattiverie. Eppure mi ero sempre comportato bene. Non capivo. Ero in scadenza e si parlava di un mio presunto accordo con la Juve. Io in realtà non avevo ancora parlato con nessuno. Quelle voci, però, non fecero altro che aumentare le critiche nei miei confronti. La fascia di capitano era un altro pretesto per attaccarmi. Ero diventato il capro espiatorio. Quel 23 aprile 2017 si giocava Milan-Empoli. Eravamo sotto di due gol. Al 70′ Montella aveva deciso di togliermi. Ero arrabbiato. Un cambio che non ho mai capito. Mi è sembrato solo un modo di usare me e ciò che stavo passando per distogliere l'attenzione dalle difficoltà dell'intera squadra. Mentre uscivo, una pioggia di fischi si è abbattuta su di me. Quel giorno ho compreso che non potevo più continuare così, la mia storia a Milano era finita".