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Diego Armando Maradona morto a 60 anni
28 Dicembre 2021
20:01

Maradona in carcere da Escobar, la folle festa tra donne, lusso e soldati: “Ti vuole una persona”

La partita di Diego Armando Maradona a La Catedral, il lussuoso carcere di Pablo Escobar, tra confessioni, misteri e immaginario popolare.
A cura di Vito Lamorte
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Diego Armando Maradona morto a 60 anni

Il 1991 non è stato un anno facile per Diego Armando Maradona. Il fuoriclasse del Napoli stava scontando la squalifica di due anni per essere risultato positivo alla cocaina nei test anti-doping e la sua era all'ombra del Vesuvio appariva sempre più vicina alla fine: il rapporto tra il Pibe de Oro e la società era ai minimi storici e più di qualche tifoso aveva iniziato a lamentarsi dei suoi atteggiamenti, in campo e fuori. Qualcosa si era rotto, irrimediabilmente.

El Diez decise di trascorrere la squalifica in Argentina, lontano da tutto e da tutti, ma durante una perquisizione della polizia a casa venne trovata della droga e uscito di casa si ritrovò orde di giornalisti e reporter pronti ad immortalarlo: quello fu il tradimento in diretta del governo di Menem nei confronti di Diego, che venne rilasciato dopo aver pagato 20.000 pesos come cauzione. Le polemiche andarono avanti per molto tempo e mentre l'anno stava per chiudersi l'agente di Diego, Guillermo Coppola, riportò l'interesse di un importante signore colombiano nel voler organizzare un’amichevole con altri giocatori importanti dell'America Latina e la ricompensa sarebbe stata considerevole.

Non era la prima volta che il nome del forte calciatore argentino era accostato alla Colombia: il nome di Diego era famoso in tutta l'America Latina già da giovanissimo e ai tempi del Boca Juniors dal paese nord-occidentale dell'America Meridionale era arrivata una grossa offerta da parte dei fratelli Orejuela, signori del cartello di Calì e proprietari dell'America de Calì. L'irruzione del Barcellona e una migliore proposta fecero prendere la strada dell'Europa a Maradona.

La domanda, però, sorge spontanea: chi voleva Diego in Colombia? La richiesta era stata fatta da Pablo Emilio Escobar Gaviria, il più grande narcotrafficante della storia. Oltre ad essere un pericoloso criminale, il Re della cocaina era anche un grande tifoso di calcio e voleva incontrare il grande giocatore argentino e per questo indisse un'amichevole.

L’incontro tra Maradona e Rodríguez Orejuela, quando l’argentino stava per firmare con l’América de Cali prima del passaggio al Barcellona.
L’incontro tra Maradona e Rodríguez Orejuela, quando l’argentino stava per firmare con l’América de Cali prima del passaggio al Barcellona.

La richiesta venne accettata e qui nasce il mito della partita a La Catedral, il carcere costruito nei pressi di Envigado che il cartello di Medellín, guidato da Escobar, gestiva dopo aver ottenuto dal Governo colombiano la garanzia di non essere estradato negli Stati Uniti. Non ci sono certezze sulla data dell'incontro, anche se chi ha fatto ricerca in merito fa riferimento al primo dicembre 1991, in coincidenza con i festeggiamenti per il compleanno di Escobar.

Il fuoriclasse di Villa Fiorito in un'intervista al quotidiano spagnolo As nel 2014 parlò così quell'episodio: "Nel '91 Guillermo Coppola mi disse che una persona molto importante della Colombia voleva pagarmi una cifra enorme per giocare un'amichevole, con alcuni calciatori come René Higuita. Quando andai a Medellín e mi portarono in un carcere circondato da migliaia di soldati, ho detto: ‘Che cazzo sta succedendo, mi metteranno in galera?'. Quando sono entrato in quel posto sembrava un hotel di lusso a Dubai, lì me l'hanno presentato, mi hanno detto: ‘Diego, lui è il capo'. Ho salutato lui e il ragazzo era molto rispettoso, piuttosto freddo, ma mi ha mostrato gentilezza. Ma dato che non faccio nulla per le notizie e la televisione, non sapevo davvero chi fosse".

In base alle varie ricostruzioni non si sa quale sia stato il risultato finale, ma pare che Maradona abbia giocato nella squadra contro Higuita e che Escobar riuscì a segnare diversi gol. Finita l’amichevole, tutti gli ospiti parteciparono ad una festa che El Diez, a distanza di anni e nella stessa intervista, ricordava ancora bene: "C’erano le ragazze più belle che abbia mai visto nella mia vita, ed eravamo in un carcere! Non ci potevo credere. La mattina dopo fui pagato e lui mi salutò con affetto. Mi fece andare in una specie di ufficio dove mi ha detto che ammirava il mio calcio, e che si sentiva identificato con me, perché come me è uscito dalla povertà per avere successo".

In base anche a racconti successivi pare che, per i tempi, la prigione in cui era detenuto Escobar fosse meglio di un hotel di lusso a Dubai e che la somma ricevuta per aver partecipato alla partita fosse astronomica. Il capo del cartello di Medellin avrebbe proposto in tutti i modi all'argentino di giocare per il Deportivo Independiente Medellín, ma non si è mai fatto nulla. Dopo la squalifica Maradona scelse di accettare l'offerta del Siviglia di Carlos Bilardo.

Pablo Escobar morì durante un inseguimento della polizia il 2 dicembre 1993, in seguito alla fuga dalla sua lussuosa prigione, chiudendo una guerra con lo Stato e gli altri cartelli che durò quasi dieci anni.

Dopo anni di racconti e aneddoti, nel 2019, in un'intervista al programma TyC Sports Libero, El Diez ha negato completamente il presunto incontro con Pablo Escobar: "Non sono andato alla hacienda Napoles, vi giuro su mia madre che nemmeno lo conoscevo. Non mi ha mai dato niente e la verità era che quello che ha fatto è stato orribile. Per tutti e per me, che assumevo droghe. Quando non riuscì a riempire la casa che aveva con più dollari, iniziò a costruire case per i poveri, ma non perché fosse buono".

Anche uno dei sicari più vicini a Pablo Escobar come Popeye ha negato l'esistenza di questa partita a La Catedral in un'intervista al canale argentino TN: chiamato nel mondo del narcos Jota Jota, ha fatto parte della struttura criminale del cartello di Medellín fin da giovane e ha sottolineato di "non aver mai visto Maradona con Escobar".

Intorno a questa vicenda, come spesso accade per episodi destinati a restare nell'immaginario come delle vere e proprie leggende, c'è un grande alone di mistero, ci sono tante parole e poche prove di quello che accadde davvero il primo dicembre del 1991.

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