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Macché infortuni, il Napoli è fatto a pezzi all’estero: “Non hanno la qualità per la Champions”

L’ex nazionale americano Mike Grella impietoso nell’analizzare punto per punto i problemi del Napoli eliminato dalla Champions: “Questa è la verita, se si capisce di calcio”.
A cura di Paolo Fiorenza
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Qarabag e Bodo avanti, il Napoli fuori dalla Champions League. Unica squadra italiana estromessa, dopo la sconfitta col Chelsea nell'ultimo turno, mentre Inter, Juventus e Atalanta si sono qualificate per i playoff. I verdetti finali del girone di Champions dicono che su 36 squadre, i campioni d'Italia sono riusciti a sopravanzarne solo 6. Un fallimento targato in primis Antonio Conte, e tuttavia all'estero ci vanno giù duro anche sulla forza effettiva del parco giocatori azzurro, in particolare sul livello qualitativo per fare la differenza al top.

Via l'alibi degli infortuni per il Napoli: "Li hanno tutte le squadre, guardate piuttosto gli acquisti"

Mike Grella è uno degli opinionisti di punta di ‘CBS Sports Golazo', il network calcistico più seguito negli Stati Uniti, che dedica approfondite dirette alle serate di Champions. L'ex attaccante della nazionale americana toglie per prima cosa dal tavolo l'alibi degli infortuni, pur numerosissimi, e sottolinea i soldi spesi male sul mercato: "Infortuni assurdi, questo va detto, ma tutte le squadre giocano con gli infortuni, e inoltre hanno sbagliato tanti acquisti, non sono riusciti a mettere in campo giocatori per fare la differenza. Hanno Lucca, l’hanno mandato via perché ha fallito, hanno mandato via Lang perché ha fallito, Beukema oggi non è partito titolare perché non c'è fiducia in lui, hanno preferito giocare con Juan Jesus".

Mike Grella: "Il Napoli sa vincere solo in un modo". E non c'entrano le abilità calcistiche

Grella è impietoso nei confronti del modo in cui il Napoli cerca di vincere le partite, né tecnica né tattica, ma puro carattere, instillatogli dall'allenatore: "Penso che per quanto riguarda il Napoli sia semplice. L'abbiamo visto anche la scorsa stagione. E si può collegare con Antonio Conte. Loro vogliono vincere ‘per forza' (dice proprio così, in italiano, ndr). Cosa significa: vogliono vincere anche se non hanno la squadra per vincere, anche se non hanno lo stile per vincere. Vogliono vincere e devono vincere e basta. E lotteranno, spingeranno, proveranno e faranno segnare i centrocampisti. Ti buttano addosso tutto quello che hanno. Fisicamente danno tutto. I tifosi lo stesso. Quindi devi applaudirli per questo".

E però quando l'asticella si alza, serve altro. Serve far cantare il pallone, serve saltare l'uomo, serve pennellare il passaggio filtrante. Non bastano l'aggressività, la voglia, lo spirito. La parola che manca al Napoli è "qualità".

I calciatori del Napoli applaudono i tifosi sotto la curva alla fine del match perso col Chelsea
I calciatori del Napoli applaudono i tifosi sotto la curva alla fine del match perso col Chelsea

"Non hanno molta qualità quando hanno il pallone, questo è un fatto"

"Quando arrivi alle competizioni più alte e giochi contro le migliori squadre, devi avere qualità – spiega Grella – Loro non hanno molta qualità. Questo è un fatto. È la verità. Se guardi il calcio e lo capisci, il Napoli non ha molta qualità quando ha la palla. Hanno segnato nove gol in otto partite. Non abbastanza. Non hanno creato abbastanza occasioni. Non hanno gestito le partite nel modo giusto. E alla fine, se aggiungi il fatto che hanno sbagliato sugli acquisti, è molto difficile per loro competere al massimo livello e vincere".

La chiusura è su Conte e il suo ‘metodo': "Lui pretende tantissimo. Ogni giorno, ogni allenamento, ogni partita, ogni singola competizione. Quindi come giocatore, quando giochi 50-60 partite e non ti diverti col calcio che stai giocando, è un calcio di fatica che richiede tantissimo, penso che poi la risposta diventi sempre meno, sempre meno, sempre meno. E poi vedi come finiscono trentesimi in questa competizione, mentre in campionato sono a nove punti dallo Scudetto. Trentesimi in Champions su 36 squadre. Ci sono squadre che, con tutto il rispetto, non sapevo nemmeno esistessero prima di questa competizione quest'anno. Il Qarabag, non sapevo niente di loro. Hanno finito più in alto del Napoli. Per me non è possibile che un club come il Napoli possa accettare un'uscita del genere dalla Champions League".

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