Il miglior dodicesimo uomo della Serie A è un numero 9, quello che Luis Muriel porta sulle spalle e fa valere in campo con l'Atalanta. L'attaccante colombiano è stato indubbiamente il migliore in campo nella partita contro l'Udinese, vinta 3-2 dai nerazzurri, nonostante abbia giocato solo una fetta dell'incontro. Per la precisione 38 minuti, più recupero, che Muriel si è fatto bastare per mettere a segno una doppietta spettacolare. Il primo gol è arrivato con un calcio di punizione accarezzato di destro e accompagnato all'incrocio, parabola dipinta scherzando con le leggi della fisica; il raddoppio, invece, di pura potenza, impattando di prima e di collo pieno il servizio rasoterra del Papu Gomez, da circa 25 metri di distanza.

Gioielli che lo hanno portato a quota 15 reti in campionato: al pari di Ilicic, un gol sopra Zapata. Il miglior rendimento di sempre nella sua carriera. Un bottino che assume ancor più valore pensando allo status di riserva di lusso che Muriel riveste nell'Atalanta. Il colombiano, seppur con ampio minutaggio a supporto, non rientra tra i titolari di Gasperini e si deve accontentare di far rifiatare il connazionale Duvan o di scampoli di partita. Eppure su questo ruolo particolare Muriel ha costruito la sua fortuna in questo campionato. Sono nove le reti siglate partendo dalla panchina, dato già impressionante prima della partita contro l'Udinese e che alla Dacia Arena è diventato storico: nessuno mai, nella storia della Serie A, aveva segnato così tanto in una singola stagione entrando a partita in corso. Il record precedente, stabilito da Marco Di Vaio nel 2003/04 con la Juventus, era fissato a quota 7. Una soglia già ampiamente superata da Luis Muriel, l'arma di scorta di quella straordinaria macchina da gol che Gian Piero Gasperini ha messo insieme con la sua Atalanta.