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Luigi De Laurentiis costretto a scusarsi con i tifosi del Bari: “Devo dissociarmi da mio padre”

In seguito alle dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis che hanno offeso e fatto infuriare i tifosi del Bari è intervenuto il figlio Luigi, presidente del club pugliese: “Mi dissocio, la mia prima squadra è il Bari. Le parole di mio padre non rendono giustizia”
A cura di Alessio Pediglieri
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Il fuoco e l'ardore dei tifosi del Bari è stato acceso in modo inavvertito dalle ultime dichiarazioni del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. A tal punto da aver ricevuto le invettive del Sindaco della città, Antonio Decaro e a spingere il proprio figlio Luigi, presidente del club pugliese a precisare il proprio pensiero prendendo le distanze dalle frasi del padre: "La mia prima squadra è il Bari e fino a quando sarò qui ne difenderò gli interessi, l’onore e i colori, con onestà intellettuale e morale e con impegno di fronte a chiunque".

Un conflitto di famiglia o un cortocircuito di interessi: le dichiarazioni odierne di Aurelio De Laurentiis hanno scosso nel profondo l'orgoglio e la dignità non solo di un club ma di una città intera, Bari. Lo ha fatto pronunciando frasi inopportune verso la società salentina impegnata in Serie B nella risalita speranzosa in massima serie. Una società guidata dal figlio Luigi ma che il patron del Napoli ha definito "una seconda squadra, portata dal fallimento alle porte della Serie A e tirando fuori i vari Cheddira o Folorunsho che sono di proprietà del Napoli…".

Parole che hanno mandato su tutte le furie la città e la tifoseria di Bari, con il sindaco Antonio Decaro che sui social è intervenuto per chiedere rispetto, e che ha portato nella serata di mercoledì 7 febbraio lo stesso Aurelio De Laurentiis Luigi De Laurentiis a dover rispondere, spiegando meglio il proprio concetto: "Io penso che avere come proprietà due squadre, in due diverse categorie, sia semplicemente un valore aggiunto, per entrambe. Era questo il senso del mio ragionamento" ha detto su X, "Il Bari è guidato da mio figlio Luigi De Laurentiis in totale autonomia ed è stato a un passo dalla serie A solo sette mesi fa. L’obiettivo della proprietà è quello di portarlo più in alto possibile. Se le mie parole hanno offeso i tifosi mi dispiace."

Un concetto che però ha spinto lo stesso Luigi De Laurentiis ad un precedente lungo post su Instagram in cui ha prso ufficialmente le distanze dalle parole del padre: "È inutile che io ci giri intorno: devo dissociarmi dalle dichiarazioni rilasciate da mio padre, presidente dell’altra squadra della FilmAuro. Così come non sempre un figlio la pensa come il proprio padre, può accadere che due soci non condividano la stessa visione aziendale". Un incipit che poi sfocia in una totale dissociazione.

Voglio credere che le parole di mio padre siano state mal interpretate o che lui stesso non si sia espresso con chiarezza, perché ovviamente non è possibile parlare di Bari e del Bari derubricandole a seconda squadra del gruppo non solo perché non è vero ma, inoltre, non rende giustizia alla storia di questa piazza. In ogni caso che ci sia stato un malinteso o meno, quanto accaduto è la dimostrazione nei fatti della totale autonomia che esiste fra le due realtà aziendali. Perché se il presidente dell’altra squadra del gruppo avesse gestito l’organizzazione del Bari, se sapesse come funziona il nostro settore giovanile, se avesse seguito in prima persona la creazione di questa struttura aziendale vocata a progetti ambiziosi, sicuramente non avrebbe parlato di “seconda squadra”.

Luigi De Laurentiis ricorda con orgoglio gli investimenti, il tempo, la progettazione e la serietà con cui sta affrontando oramai da un paio d'anni il proprio ruolo di numero uno del Bari: "Dall’inizio della mia avventura ho agito autonomamente, con la mia impronta, i miei valori, il mio metodo aziendale: abbiamo strutturato un gruppo di lavoro che ogni giorno si occupa di gestire ogni aspetto della vita del Bari, assumendoci enormi responsabilità verso la città e i tifosi. Una volta avviata la macchina, ho rispettato ogni delega data e ogni ruolo affidato ai professionisti che ho scelto, senza mai abbandonare il Bari, ma costruendo una struttura solida abbastanza da poter essere indipendente e autonoma"

Siamo arrivati a 90 secondi dalla Serie A, il nostro paradiso, ma siamo caduti e ci siamo fatti male. Io ci sono sempre stato e con fermezza ma senza alzare la voce ho motivato, sostenuto, investito ma, soprattutto, rispettato. E gli investimenti degli ultimi giorni ne sono una ulteriore prova.

Il lungo accorato post di Luigi De Laurentiis si conclude con il ribadire il concetto di base e di partenza: "La mia prima squadra è il Bari e fino a quando sarò qui ne difenderò gli interessi, l’onore e i colori, con onestà intellettuale e morale e con impegno di fronte a chiunque".

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