Luciano Zauri racconta il salvataggio della nipote di Boniek: “Sentii urla strazianti, il padre era paralizzato”

Una domenica di gennaio di 13 anni fa, la piccola Giulia visse un momento drammatico che avrebbe potuto avere conseguenze peggiori se Luciano Zauri, che per caso si trovava nello stesso ristorante di Ponte Milvio a Roma, non si fosse coraggiosamente calato in un pozzo buio profondo 6 metri per recuperarla, rischiando a sua volta di finire male vista la difficoltà dell'operazione. Un gesto eroico per il quale da allora viene ringraziato tutti gli anni dai genitori della ragazza, che poi scoprì essere figlia dell'ex tennista Vincenzo Santopadre e di Karolina Boniek, figlia dell'ex calciatore polacco di Juve e Roma Zibì.
Zauri, che da giocatore ha vissuto gli anni migliori tra Atalanta e Lazio (con cui ha vinto una Coppa Italia nel 2004), oggi ha 48 anni e fa l'allenatore: è attualmente senza panchina dopo aver lasciato il Campobasso lo scorso mese in seguito all'eliminazione per mano del Potenza al primo turno della fase nazionale dei playoff. Nel suo racconto fatto al podcast ‘DoppioPasso' si può rivivere tutta l'angoscia di quei momenti.
Luciano Zauri ricorda cosa accadde 13 anni fa: salvò una bambina caduta in un pozzo
"È indimenticabile perché era il giorno del mio compleanno – attacca Zauri, che è nato il 20 gennaio 2013 – Ero a pranzo con la mia famiglia, mia moglie, i miei figli, i miei genitori e poi gli amici stretti in questo ristorante romano. A fine pranzo si svuota un po' tutto il locale, si fa due chiacchiere. A un certo punto sai quando percepisci un camminare veloce verso una parte e quindi la curiosità mi spinge ad andare di là. Nel bagno delle donne si era aperta una voragine e sotto una mensola, dove un adulto non va perché si specchia e invece la bambina si era accucciata per giocare a nascondino, c'era questo compensato, questo foglio di legno, dove lei appoggiandosi è venuto via ed è crollato tutto".
Lì è iniziato l'incubo dei genitori della bambina, letteralmente paralizzati dalla paura: "Questa bambina è caduta in questo pozzo, che dopo si è scoperto essere di 6 metri. Io mi sono avvicinato, ho visto questo questo buco e sentivo queste voci strazianti della bambina e c'erano due persone. Una dopo ho scoperto essere il padre e un cameriere, che insomma cercavano di parlare, e io allora mi sono affacciato al buco, era tutto buio e con questa bambina che urlava tipo ‘muoio!'. Parliamo di cose folli".
La drammatica discesa in un pozzo buio profondo 6 metri
In quel momento Zauri ha sentito qualcosa che gli ha gelato il sangue, il nome della bambina era lo stesso di sua figlia: "Si sentiva chiamare ‘Giulia, Giulia'. Mia figlia si chiama Giulia. Ho detto ‘no, santo Dio'. Invece no, mia figlia stava là e quindi a un certo punto mi avvicino a questo buco circolare per capire come fare. Il papà poverino era pietrificato, la mamma seduta sulla sedia non ne voleva sapere. Questo cameriere che aveva provato a scendere non ce l'aveva fatta. E allora vado giù, mi metto coi gomiti e provo ad andare giù, ma mi ballavano le gambe, perché non avevo appoggi. E allora, come fai come non fai, a un certo punto mi metto con la schiena contro il muro e con le gambe riesco ad andare piano piano giù, a tenermi. E a metà più o meno c'era una barra di ferro leggermente decentrata e quando la vedo dico ‘vediamo se riesco ad arrivare là'".

"Poi mi sono accorto che c'erano dei buchi che poi ho scoperto li usano per costruire questi pozzi, dove mettono i piedi, delle fessure. Quindi ho messo i piedi lì, ho appoggiato il piede sulla sbarra, ho provato a sentire se teneva e una volta che questo piede l'ho appoggiato e teneva, ho detto ‘ok, allora ce la faccio'. Mi sono tolto l'orologio e mi sono fatto passare il telefono da mio padre con la torcia. Lo appoggio sulla sbarra e illumino sotto, e vedo la bambina nell'angolo. C'era questo bordo dove lei col piedino si teneva per tenere fuori la testa. L'acqua non era molto alta, ha attutito la caduta, per fortuna. Non era molto alta, però per lei era alta e si teneva col piede, quindi quando l'ho vista e ho visto cosa c'era giù, l'ho presa, l'ho abbracciata e le ho detto ‘ok, mo ti porto su'", continua il racconto di Luciano che qua appare visibilmente toccato.
"Quindi piano piano sono andato su e ho rimesso il piede su questa barra e l'ho tirata su. Lei si è messa con i piedi sulle mie spalle e ho detto scherzando a chi stava su ‘ricordatevi che io starei qua sotto, datemi una mano a venire su'. Dopo si è saputo che la bambina è la figlia di Santopadre, che è l'ex coach di Berrettini. E la mamma di questa bambina è la figlia di Boniek, da lì la vicenda ha avuto notorietà. Poi sono andato a casa e ho iniziato a sudare, perché ho realizzato tutto quello che era successo, anche l'incoscienza, perché se le fossi caduto addosso… in quei momenti dici ‘l'ho fatto, meno male', però sinceramente un po' di azzardo c'è stato. Poi Giulia non l'ho più incontrata, mi piacerebbe rincontrarla, ma non passa un compleanno che non ricevo il messaggio della mamma e del papà. Sono cose che comunque ci legheranno per tutta la vita".