Maggio 1995. Il Brescia perde 1-0 contro la Reggiana, il campionato è alla terzultima giornata e il finale di stagione si rivela un calvario per i lombardi che si ritroveranno in Serie B. Sulla panchina delle ‘rondinelle' c'è Mircea Lucescu, al 79° chiama un ragazzino di 16 anni e gli dice di indossare la maglia perché tocca a lui. È il suo momento. Quel giovanotto che aveva il cuore a mille per l'emozione è Andrea Pirlo, s'è guadagnato la fiducia del tecnico per le prestazioni nella formazione Primavera nella quale gioca assieme a Baronio (oggi accanto a lui anche alla Juventus). Visione di gioco, calma da veterano, geometrie e quell'insostenibile leggerezza dell'essere equilibratore in mediana convinsero l'allenatore a mandarlo in campo.

Schenardi esce, entra Pirlo. Inizia così la storia dell'allievo che è diventato ‘professore' fino a superare il ‘maestro' Lucescu. Inizia così una carriera che lo porterà a vincere tutto, dagli scudetti alla Coppa del Mondo. Compresa quella Champions che gli riserverà gioie e dolori. Ironia della sorte, 25 anni dopo l'esordio in Serie A a tenere a battesimo l'attuale tecnico bianconero è proprio Lucescu.

A Brescia era incredibile, un calciatore già maturo come adesso – ha spiegato il tecnico della Dinamo al sito della Uefa, raccontando l'esperienza vissuta con Pirlo -. Ricordo di essere andato a Viareggio per assistere a una partita e di aver fatto il viaggio di ritorno in automobile insieme a lui. Parlammo per due ore e capii che si trattava di una persona con un cervello di prim’ordine.

Cosa conquistò Lucescu? Pirlo aveva delle qualità tecniche e umane che facevano di lui un calciatore al di sopra della media per la sua età. Non aveva solo i numeri ma anche abbastanza personalità e sale in zucca per ritagliarsi uno spazio da protagonista. Così è stato da giocatore, così sarà (forse) da allenatore. Il percorso è appena all'inizio ma è una scommessa sulla quale c'è da puntare a occhi chiusi secondo il parere dell'ex tecnico.

Oltre ad essere un giocatore creativo era anche un grande organizzatore e questa è un’altra abilità. Tutto questo lo ha aiutato molto a diventare ciò che è oggi, l’allenatore di una grandissima squadra come la Juventus. Pirlo ha tutto per diventare un grande tecnico. Andrea meritava questa possibilità e averla in una grande squadra è importante.

Pirlo incassa i complimenti. Accenna un sorriso, si schernisce e restituisce i complimenti al tecnico che ha creduto in lui quando era giovanissimo.

Lucescu è stato il primo allenatore – ha raccontato in conferenza stampa prima della partita di Champions -. Mi ha portato in prima squadra quando avevo 15 anni e mi ha fatto esordire a 16. Ho un grande ricordo come allenatore e come persona, ogni tanto ci sentiamo ancora. È un tecnico molto esperto che conosco bene, ognuno ha le sue idee e ciascuno cercherà di mettere in difficoltà l’altro, come capita con tutti.