L’Inter rimonta sempre, ma è proprio questo il problema: “Non può farlo per tutta la stagione”
L'Inter rimonta sempre anche se si trova sotto di un paio di gol. È successo anche all'Olimpico contro la Roma, dando l'impressione di una squadra che non muore mai attingendo a un serbatoio di qualità e motivazioni che le permettono di ribaltare anche le situazioni più difficili. È successo per la quarta volta in questa stagione: in Serie A ha sconfitto Napoli (3-2) e Udinese (5-3), pareggiato (2-2) nella Capitale; è andata male solo con il Real Madrid in Champions (battuta 2-1). Il problema vero adesso è: fino a quando avrà la forza per raddrizzare partite nate male? Lo stesso Chivu sa bene che finora è riuscito a cavarsela, forte dei pregi di una formazione che sfoggia mentalità europea. Ha taciuto in tv su cosa ha detto ai calciatori e quali accenti ha usato per destarli da quella strana sensazione di torpore che rischia di compromettere i match, ma il campanello d'allarme è suonato.
La domanda che emerge nel corredo accessorio di una serata esaltante con i giallorossi è come fiutare il pericolo nell'aria: fino a quando è sostenibile questa Inter costretta a rincorrere e a produrre uno sforzo importante per raddrizzare incontri che si complica da sola? Il ragionamento che fanno nello studi dell'americana CBS porta a una deduzione: "Non può andare avanti così per tutta la stagione, soprattutto se vuole essere competitiva su più fronti".
È proprio questo il punto sollevato da Mike Grella e Tony Meola: riconoscono all'Inter uno spessore tecnico e una profondità della rosa decisamente sopra la media nel campionato italiano, ma sollevano perplessità su questa inspiegabile forma di fragilità emotiva del gruppo. È come se attaccasse la spina un po' più tardi, concedendo agli avversari opportunità e abbrivio, commettendo errori di posizione nel reparto arretrato (anche) imbarazzanti. Eppure, per testa (come si dice in gergo) e reazione, i nerazzurri sanno essere devastanti. "Sono talentuosi ma devono migliorare come gruppo in difesa", ha sentenziato Meola che ha centrato il punto: non può essere sempre questo il prezzo da pagare per un calcio sicuramente molto simile a un approccio da Premier League, inficiato però da troppe sbavature.
Il dubbio è se possano mantenere questa intensità e questo approccio (andare sotto, rincorrere e rimontare anche vincendo) per 38 giornate in Serie A oltre agli impegni in Champions League e in Coppa Italia, senza scontarlo sul piano fisico e difensivo. "Questa è una squadra che vuole lottare in tutte le competizioni quest'anno – la riflessione in studio – ma è fin troppo agevole giocare contro di loro in questo momento".