Lazio-Napoli finisce in rissa, animi tesi tra Marusic e Mazzocchi: in campo anche Antonio Conte

La partita era ormai segnata, ma Lazio-Napoli si è chiusa nel modo peggiore. Con gli azzurri avanti 0-2 e in superiorità numerica per l'espulsione per doppio giallo di Noslin e con la gara in fase di gestione, il finale all'Olimpico è stato segnato da nervosismo e tensione, culminati in una rissa che ha coinvolto Adam Marusic e Pasquale Mazzocchi.
L'episodio, figlio di precedenti attriti tra le due squadre fin dal secondo contestato gol realizzato da Rrahamani, nasce al minuto 87, da un fallo apparentemente banale sulla fascia laterale proprio davanti alla panchina di Antonio Conte. Dalle parole si passa rapidamente ai fatti: spintoni, contatto fisico evidente e animi fuori controllo. In campo si crea confusione, le panchine si agitano e la situazione degenera nel giro di pochi secondi.

A testimonianza del clima tesissimo, Antonio Conte entra sul terreno di gioco nel tentativo di sedare gli animi e separare i due giocatori. Un gesto istintivo, che fotografa la perdita totale di controllo del momento, ma che non basta a evitare il provvedimento disciplinare.
L'arbitro Davide Massa non ha esitazioni: cartellino rosso diretto sia per Marusic sia per Mazzocchi. La Lazio, già rimasta in dieci per l'espulsione di Noslin, chiude addirittura in nove uomini, mentre il Napoli termina la gara in dieci.
Secondo l'analisi dell'ex arbitro Luca Marelli, oggi moviolista di DAZN, la decisione è corretta: Massa inizialmente si era avvicinato con l'idea del giallo, ma la prosecuzione della condotta violenta ha reso inevitabile l'espulsione.
Il risultato finale (0-2 per il Napoli, con le reti di Spinazzola e Rrahmani nel primo tempo) passa così in secondo piano. A restare impresso è un finale caotico, che racconta una partita sfuggita di mano e conclusa tra risse, espulsioni e nervi tesi, con Conte protagonista involontario di una scena che poco ha a che fare con il calcio giocato.