Lautaro Martinez sbotta: “Vergognatevi. C’erano compagni dell’Argentina che non si reggevano in piedi”

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Lautaro Martinez ha messo a tacere il brusio sulla prestazione della Seleccion con la Spagna.
L’attaccante argentino smonta le teorie del complotto sulla partita persa contro la Spagna. “Loro erano più forti, punto. Era inevitabile che prima o poi succedesse che perdessimo”.

Basta. Lautaro Martinez è stufo del complottismo che ammorba (ancora) il ricordo della finale dei Mondiali persa dall'Argentina contro la Spagna. L'attaccante dell'Inter ha rotto il silenzio per attaccare frontalmente e smontare tutte le teorie sul crollo della Seleccion, sconfitta 1-0 nei supplementari (gol di Ferran Torres). "Cerano compagni che non riuscivano a camminare e continuavano a correre. E ci sta chi dice che ci siamo venduti la finale dei Mondiali? Tutto questo è fastidioso. Vergognatevi". È la frase che spiega bene sia lo stato d'animo sia le condizioni di un gruppo giunto svuotato all'incontro che valeva di più. Gli iberici avevano energie supplementari da spendere. Loro no, avevano attinto alle riserve già nella sfida con l'Inghilterra.

Il "Toro" nerazzurro non è mai sceso in campo in quel match. Era stato decisivo per la qualificazione dell'Albiceleste (una sua rete piegò proprio i Tre Leoni) ma nel momento clou della Coppa non c'è stato spazio per lui. È anche per questa ragione che gli pesa il doppio sentire certe affermazioni. "Abbiamo dato tutto – ha ammesso nell'intervista ad AFA studio prima dell'infortunio con l'Inter – e per questo siamo tranquilli". Poi arriva l'affondo che mettere a tacere tutto il brusio che c'è intorno a quella partita. "L'avversario in quella finale dei Mondiali era superiore. La Spagna era più forte, punto. Era inevitabile che prima o poi succedesse che perdessimo. Non è successo niente di strano, questa è la realtà".

Lo disse anche Lionel Messi, raccontando tutta la verità senza giri di parole. Le Furie Rosse erano state superiori. Lautaro lo ha ribadito e s'è spinto oltre difendendo lo spogliatoio dell'Albiceleste nome per nome. "Ho visto Nico Otamendi che quasi non ce la faceva più a stare in piedi. Ho visto Cuti Romero, Licha Martinez che sono dovuti uscire sulle gambe. Gonzalo Montiel, Leo Messi, Julián Álvarez hanno lottato fino all'ultimo. Potrei nominarli tutti, perché in quella finale dei Mondiali l'Argentina ha dato tutto".

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Il gol del Toro che piegò l'Inghilterra e portò l'Argentina in finale.

Non c'è alcun retroscena particolare. In match di quel livello a fare la differenza non è solo la giocata del campione. Conta di più chi sta meglio. E l'Argentina era messa male rispetto alla Spagna. Non è vittimismo. Lautaro porta alla luce solo quel che dall'esterno non si vede. "Molti di noi sono arrivati in finale ai Mondiali con problemi. Io, per esempio, ho avuto un infortunio che mi ha tenuto fuori due mesi. I supplementari nella fase a eliminazione diretta ti prosciugano. La partita contro l'Inghilterra prima della finale dei Mondiali ci ha portato via molte energie".

Recuperarle, pienamente e in tempo, gestendo la pressione per le aspettative dei tifosi e per il risultato è da robot. Il campo, nonostante gli sforzi compiuti, ha raccontato altro. "Abbiamo avuto la possibilità anche di vincerla quella finale. La realtà è che non è andata come volevamo. Ma sicuramente l'abbiamo onorata".

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