La Lega di Serie A ha ribadito che, in base al protocollo vigente approvato dal CTS, la partita Juventus-Napoli va giocata. La nota ufficiale arrivata nel tardo pomeriggio, a poche ore dal fischio previsto per le 20.45, è il prologo di quel che accadrà: bianconeri in campo, l'arbitro attenderà i 45 minuti previsti dal regolamento poi rispedirà tutti a casa, toccherà al Giudice Sportivo comminare la sanzione della sconfitta a tavolino ed eventuale penalizzazione di un punto in classifica. Ma da Napoli, un documento dell'Asl Napoli 2 conferma la versione del club: la partenza è stata vietata espressamente dalle autorità locali.

I partenopei non sono partiti per Torino e, dopo le positività di al coronavirus di Zielinski ed Elmas (conseguenza diretta dei contagi emersi nel Genoa), si trovano in isolamento fiduciario come indicato nel provvedimento delle Asl e della Regione Campania. "Mettersi in viaggio avrebbe significato commettere un reato", ha spiegato l'avvocato Grassani, puntando l'attenzione sul rapporto tra ordinamento sportivo e norme dello Stato.

Da via Rosellini a Milano – sede dei vertici della Serie A – la replica è stata molto netta: c'è un protocollo in essere (quello concordato dalla Figc con il Comitato Tecnico Scientifico del Governo a giugni scorso) e ci sono ulteriori prescrizioni approvate dal Consiglio di Lega che normano i casi di più positivi all'interno di una rosa (in tal senso è stata recepita la posizione della Uefa per effetto della quale una squadra può giocare se ha a disposizione 13 calciatori compreso il portiere).

Il nuovo documento pubblicato dalla Asl 2 Napoli Nord aggiunge un altro tassello e conferma quanto espresso sabato scorso. Il Napoli poteva partire per Torino? No. E per contatti stretti l'Asl intende tutta la rosa di giocatori che si è allenata insieme a Zielinski e Elmas, i due positivi tra le fila degli azzurri.

Si ritiene non sussistere le condizioni che consentano lo spostamento in piena sicurezza dei contatti stretti – si legge nelle nuova nota dell'Ente -. Pertanto, per motivi di sanità pubblica, resta l'obbligo dei contatti stretti di rispettare l'isolamento fiduciario presso il proprio domicilio.