Pallone d'oro 2026

Lasana Liburd, ex giurato del Pallone d’Oro: “Nel 2018 ci fu un errore con il mio voto. Restai perplesso”

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Modric ha vinto il Pallone d'Oro nel 2018, nell'edizione in cui Liburd ha scoperto un errore nei suoi voti
Ai microfoni di Fanpage.it, l’ex giurato Lasana Liburd analizza dall’interno i meccanismi del Pallone d’Oro: perché il sistema attuale penalizza i talenti e cosa successe davvero con la sua votazione stravolta nel 2018.

Come funziona davvero la macchina che assegna il premio individuale più prestigioso del calcio? Ai microfoni di Fanpage.it ne abbiamo parlato con Lasana Liburd, giornalista di Trinidad e Tobago ed ex membro della giuria del Pallone d'Oro maschile. Attraverso il suo racconto, Liburd ci porta dietro le quinte del trofeo istituito da France Football settant'anni fa: dai criteri di selezione dei votanti all'impatto dei recenti tagli legati al ranking FIFA, fino ai limiti di un sistema che spesso premia i trofei di squadra più del puro talento individuale. Il giornalista ha anche raccontato l'incredibile retroscena del 2018, quando il suo voto venne pubblicato al contrario a causa di un errore umano.

Come funzionano le votazioni per il Pallone d'Oro?
"Negli anni in cui ho votato, mi sono limitato a inviare loro un’e-mail con le mie scelte. Non esisteva una piattaforma pensata per gestire il processo di voto".

Come vengono selezionati i giornalisti che fanno parte della giuria del Pallone d’Oro?
"Sono stato invitato. Credo che abbiano selezionato un giornalista di comprovata reputazione da ciascun Paese. Lavoro nel mondo del calcio dalla metà degli anni ’90 e mi sono occupato a lungo di calcio internazionale, ho anche seguito il calcio in tre continenti e scritto articoli su due tornei FIFA e innumerevoli competizioni della CONCACAF. I miei articoli sono stati pubblicati ampiamente anche al di fuori di Trinidad e Tobago. Immagino che sia stata proprio questa esperienza a spingere i membri della giuria a chiedermi di far parte del comitato".

Sei in contatto con altri membri della giuria? Hai mai scambiato opinioni con loro prima del voto, oppure il processo è interamente individuale?
"No, non conosco nessuno. Per me la votazione è stato un processo individuale".

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Il pallone d'Oro maschile viene consegnato alla fine della cerimonia

Ti è mai capitato di subire pressioni o di essere stato incoraggiato a votare per un determinato giocatore? Ad esempio, da parte di club, federazioni calcistiche nazionali, rappresentanti dei giocatori o altre parti?
"Non mi è mai capitato di subire delle pressioni esterne. Sono stato preso in giro per il mio voto a posteriori da un tifoso di calcio a caso che si è preso la briga di controllare chi avesse votato, ma niente di più".

Fai ancora parte della giuria del Pallone d'Oro?
"Per quest'anno no. È stato fissato un criterio di riferimento per consentire solo i voti dei paesi classificati tra i primi 100 della FIFA e Trinidad e Tobago è rimasta al di fuori di tale soglia per gran parte degli ultimi sette anni".

Qual è stata finora la tua votazione più difficile per il Pallone d’Oro?
"Non ricordo una votazione in particolare. Ma immagino che un anno come il 2014 sarebbe stato difficile. In base ai consueti parametri che prendono in considerazione le squadre di maggior successo, non sembrava esserci un candidato che spiccasse in modo netto".

Come pensi che si siano evoluti nel corso degli anni i criteri di votazione per il Pallone d’Oro? Ritieni che i criteri attuali siano giusti?
"È cambiata la tempistica per la valutazione di un giocatore, che ora si riferisce all’ultima stagione anziché all'anno solare. Inoltre, in passato ci veniva chiesto di considerare il valore complessivo di una carriera, requisito che è stato eliminato. Credo che si tratti di due cambiamenti positivi che rendono il riconoscimento più accessibile, in particolare per i giocatori emergenti. È molto più semplice giudicare sulla base della stagione calcistica piuttosto che dell'anno solare: settembre-novembre non sono i mesi più significativi di una stagione calcistica e possono distorcere la valutazione, soprattutto quando uno dei criteri è l'impatto di un giocatore sul successo della propria squadra".

C'è qualcosa che cambieresti?
"Suggerirei un'altra modifica, ossia attribuire maggiore peso alla capacità di un giocatore di distinguersi costantemente nelle partite durante tutta la stagione piuttosto che al suo contributo al successo della squadra. Nel calcio il "successo" è generalmente associato ai trofei e solo una manciata di squadre riesce a vincerli. Un giocatore eccezionale in una squadra buona ha molte meno possibilità di ottenere questo riconoscimento rispetto a un giocatore funzionale (come un centravanti) in una squadra eccezionale. A mio avviso è ingiusto e va contro lo spirito del premio, che celebra il miglior giocatore del mondo e non semplicemente il miglior giocatore della squadra migliore".

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Liburd spiega cosa c'è dietro alla votazione del Pallone d'Oro

Nel 2018 hai segnalato una discrepanza tra la classifica che avevi inviato e quella pubblicata da France Football. Potresti spiegare esattamente cosa è successo, dal momento in cui hai inviato il tuo voto a quando hai scoperto la differenza?
"Ci era stato chiesto di votare i nostri cinque giocatori preferiti in ordine decrescente, cosa che ho fatto. Non so bene cosa mi abbia fatto notare l'errore, ma il mio voto è stato pubblicato nell’ordine opposto. In primo luogo, l’ordine decrescente mi sembra intuitivo. In secondo luogo, sono stati proprio i giudici a chiedere espressamente che fosse indicato in quel modo. Quindi l'errore mi ha lasciato davvero perplesso".

France Football ti ha mai spiegato cosa è successo davvero?
"Si sono scusati non appena li ho avvisati, ipotizzando che si trattasse di un errore umano. Ovviamente è impossibile sapere se quell’anno ci siano stati altri errori simili e in numero tale da poter influenzare il risultato. Come giornalista, un certo scetticismo è normale. Ma allo stesso tempo, mi piace basare le mie affermazioni su prove concrete e non ho visto altri giurati lamentarsi di aver subito un simile torto. Quindi non ho problemi a concedere a France Football il beneficio del dubbio".

Quell’esperienza ha cambiato la tua fiducia nel processo di voto?
"No, l'esperienza non ha intaccato la mia fiducia nel processo elettorale perché non ho riscontrato alcuna prova che questi errori fossero diffusi o ricorrenti".

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