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La storia assurda di Ibrahima Sonko, punito dal Leuven per aver festeggiato la vittoria del Senegal

I festeggiamenti per la finale della Coppa d’Africa sono costati cari a Sonko, colpevole di aver esultato troppo mentre era in viaggio con il Leuven dopo una sconfitta che li avvicina alla retrocessione.
A cura di Ada Cotugno
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Ibrahima Sonko si è ritrovato catapultato nella squadra Under 23 senza troppe spiegazioni, praticamente da un giorno all'altro, solo per essersi fatto scappare la mano durante la finale della Coppa d'Africa vinta dal Senegal. L'ex giocatore era stato assoldato dal Leuven meno di un anno fa per entrare a far parte dello staff dell'allenatore e seguire i talenti più giovani della prima squadra ma da qualche giorno si è ritrovato a lavorare nelle sezioni giovanili del club.

La sua è una storia assurda, riportata da RMC che ha raccontato come in una manciata di giorni tutto per lui sia cambiato. Il senegalese ha giocato per anni tra Francia e Inghilterra prima di cominciare la sua nuova carriera da allenatore nella squadra belga che si trova in un momento difficoltà, con il serio rischio di retrocedere in seconda divisione al termine di questa stagione.

Cosa è successo a Ibrahima Sonko

Il pomo della discordia è stata la finale di Coppa d'Africa vinta dal suo Senegal dopo una serie infinita di proteste. Ibrahima Sonko stava guardando la partita dal bus della squadra mentre ritornavano a casa dopo la sconfitta contro il Saint-Trond che li ha fatti sprofondare in classifica: il Leuven non vive un bel momento e tutti si sono meravigliati quando l'ex giocatore si è lasciato andare a canti e balli decisamente fuori luogo, come riportato da Het Nieuwsblad.

Tutti i membri della squadra sono rimasti basiti perché stavano attraversando un momento difficile che potrebbe portarli alla retrocessione. L'atteggiamento dell'allenatore non è stato visto di buon occhio neanche dai vertici della società che hanno raccolto le lamentele dei giocatori che ormai non volevano più lavorare con lui. Per questo Sonko è stato sanzionato quasi a sua insaputa e si è ritrovato nello staff tecnico dell'Under 23, lontano dalla prima squadra che lo aveva accolto appena dieci mesi fa.

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