La richiesta di Tahirys Dos Santos durante i soccorsi a Crans-Montana: “Scattatemi una foto”

Amandine non potrà mai dimenticare la scena che si è trovata davanti agli occhi quando ha raggiunto Le Constellation durante l'incendio divampato nella notte di Capodanno nel locale di Crans-Montana. Decine di ragazzi hanno perso la vita e tanti altri sono ricoverati con ustioni su tutto il corpo: tra questi c'è anche Tahirys Dos Santos, giovane calciatore del Metz rimasto gravemente ferito dopo essere rientrato nella struttura per salvare la sua fidanzata. È stato uno dei pazienti soccorsi dalla giovane dottoressa, la prima a raggiungerlo per constatare le sue condizioni e prestargli il primo soccorso.
In un'intervista toccante rilasciata a BFMTV la venticinquenne ha raccontato l'esperienza difficile che si è ritrovata ad affrontare. Amandine è ancora una tirocinante, ma non ci ha pensato due volte prima di uscire di casa e accorrere al luogo dell'incendio per prestare soccorso alle vittime e dare una mano ai medici e ai Vigili del Fuoco che già da diversi minuti erano impegnati a trarre in salvo i ragazzi intrappolati tra le fiamme.

Tahirys Dos Santos salvato dalla giovane dottoressa
Il calciatore è ancora ricoverato in ospedale con ustioni su circa il 30% del corpo ma in questo momento sarebbe fuori pericolo. Non sa ancora se potrà tornare a giocare, ma la sua priorità è quella di guarire per cercare di tornare alla normalità dopo l'incubo di Crans-Montana. Tahirys Dos Santos è stato tra i ragazzi soccorsi da Amandine, medico tirocinante impegnata quella notte in prima fila per offrire primo soccorso alle vittime. La ragazza ha raccontato cosa è successo quando ha incontrato il terzino del Metz per la prima volta: "Mi ha detto ‘Scatta una foto per i miei genitori, per favore, aspetta, lasciami sorridere prima'".
Il giocatore era provato, come tutti gli altri ragazzi che sono rimasti intrappolati nell'incendio, ed è stato infinitamente grato a tutti i sanitari che gli hanno salvato la vita. Tahirys Dos Santos non sa ancora se potrà tornare a giocare, ma ha voluto fare una promessa a medici e infermieri che si sono occupati di lui: "Ci ha detto ‘Se un giorno diventerò un calciatore professionista vi offrirò tutti i biglietti per venire alle partite e se non sarò un calciatore, voglio diventare come voi e salvare delle vite‘".