Napoli-Lazio si sblocca solo dopo cinque minuti di gioco con Lorenzo Insigne che realizza il rigore dell'1-0 partenopeo. Il fallo è arrivato in area dei capitolini dopo un contatto tra Milinkovic-Savic e Manolas con il serbo che nel tentativo di allontanare il pallone tocca il volto del difensore che cade a terra. In un primo momento l'arbitro Di Bello lascia proseguire, ma c'è il check del VAR che lavora. E dopo qualche minuto, il gioco viene fermato e viene dato il rigore al Napoli.

In campo in tempo reale è stato difficile capire da parte dei giocatori cosa stesse avvenendo perché proprio sulla ripartenza della Lazio, c'era stato un contropiede vincente con Lazzari che era stato ostacolato in modo irregolare in area partenopea. Tanto che i giocatori di Inzaghi hanno reclamato a loro volta il rigore. Ma l'azione è stata considerata invalidata perché con l'intervento del VAR, Di Bello ha considerato falloso il contatto precedente, assegnando il penalty al Napoli.

Secondo regolamento, la decisione del VAR è corretta visto che l'episodio è riconducibile alla spiegazione presente all'interno della FIGC e precisamente:

Un calciatore gioca in modo pericoloso alzando una gamba nel momento in cui l’avversario cerca di toccare il pallone di testa e viene a contatto con la testa dell’avversario. Quale deve essere la decisione dell’arbitro? Assegnerà un calcio di punizione diretto o un calcio di rigore.

Al di là dell'episodio che ha creato diversi malumori in campo, Napoli-Lazio non ha vissuto altre forti contestazioni arbitrali. Di Bello ha gestito bene una gara difficile, conclusasi 5-2 e non ricca di colpi di scena e capovolgimenti di fronte. Un altro momento di tensione arriva al 48′ quando c'è un nuovo contatto tra Immobile e Manolas. Questa volta è il capitano della Lazio a rischiare grosso con una entrata scomposta e in ritardo sulla tibia del difensore. Un intervento in cui rischia l'espulsione diretta, anche se Di Bello si limita ad ammonire l'attaccante laziale.