La riforma della Champions League non è accolta favorevolmente dai tifosi delle migliori squadre europee. È quanto si apprende da una lettera inviata ad Andrea Agnelli, presidente dell'ECA, da numerosi gruppi ultras dei top club continentali. Tra i firmatari, sono presenti i tifosi di Lione, PSG, Arsenal, Manchester United, Bayern Monaco e Real Madrid.

L'Associazione dei Club Europei, guidata dal presidente della Juventus, è accusata di voler favorire, attraverso il cambiamento del format della massima competizione continentale, un "manipolo di club già ricchi". La scelta di inviare la lettera oggi non è casuale, in quanto lunedì si terrà un'assemblea della UEFA in cui si deciderà come strutturare la Champions League a partire dal 2024. Se dovesse passare la proposta di riformarla, la Coppa dalle grandi orecchie sarebbe aperta a 36 squadre e non più a 32. Ciascuna squadra dovrebbe giocare dieci partite contro avversari diversi, per favorire la visibilità mediatica della competizione e, dunque, far alzare il prezzo dei diritti televisivi per le partite in programma prima della fase a eliminazione diretta.

L'accusa dei tifosi e le loro richieste

I firmatari della lettera si oppongono al nuovo format:

Il vostro piano di ristrutturazione della Champions League si basa sull'aumento del numero di partite, su una qualificazione condizionata dai risultati maturati in passato sull'appropriazione dei diritti commerciali del torneo. Volete allargare il divario tra i club ricchi e le altre società, distruggere i campionati nazionali e pretendete che i tifosi sacrifichino sempre più tempo e denaro per seguire la propria squadra del cuore. La lobby dei club sta cercando nuovi modi per dissanguarci, ma non abbiamo intenzione di finanziare la vostra avidità illimitata.

I tifosi europei, dunque, chiedono altro:

L'irrealistica riforma è un tentativo di prendere il controllo del calcio europeo e andrebbe a vantaggio di pochi club, società di investimento e fondi sovrani già ricchi. Nessuno può appropriarsi del futuro del calcio europeo. Noi tifosi non vogliamo più partite in Europa, ma campionati nazionali competitivi e una più equa condivisione della ricchezza del calcio.