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La leggenda di Filipe Luís: dal sogno di un bambino alla ‘gloria eterna’ col Flamengo, da tifoso a tecnico

Dalla Copa Libertadores vinta da giocatore ai successi in panchina, Filipe Luís ha costruito una carriera che sembra una favola: la vittoria nella finale di Lima con il Flamengo è l’ennesima pagina di un viaggio che non avrebbe mai immaginato. Tifoso, giocatore e allenatore: un percorso meraviglioso e degno di un film di Hollywood.
A cura di Vito Lamorte
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Immagina di vincere la Copa Libertadores da giocatore con la squadra che ami fin da bambino. Poi tornare lì come allenatore dell’Under 17 e conquistare un altro titolo. Salire all’Under 20 e trionfare di nuovo. E infine arrivare sulla panchina della prima squadra e sollevare un’altra Libertadores.

Filipe Luís tutto questo l’ha già fatto a 40 anni. È davvero il sogno di ogni tifoso che diventa realtà. La vittoria del Flamengo contro il Palmeiras nella finale di Lima (gol decisivo dell'ex Juventus Danilo) sembra essere scritta da un regista di Hollywood ma di finzione non c'è nulla. È tutto vero.

Dalle prime corse sulla fascia alla nascita di un idolo

La storia di Filipe Luís è un romanzo che unisce passione, talento e una fedeltà rara. La sua straordinaria collezione di titoli è iniziata quando ancora galoppava sulla fascia sinistra e non si è mai interrotta, nemmeno quando ha appeso gli scarpini al chiodo.

Nato a Jaraguá do Sul e scoperto dal Figueirense nel 2003, portava già nel cuore i colori del Flamengo, anche se il suo primo grande passo arrivò con il Botafogo di Santa Catarina. Quel passaggio gli aprì le porte dell’Europa e segnò l’inizio della sua ascesa internazionale.

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L’avventura europea e la consacrazione internazionale

All’Ajax Filipe imparò a muovere i primi passi nel calcio europeo; al Deportivo La Coruña divenne uno dei migliori terzini del campionato, tanto da essere eletto miglior laterale sinistro della Liga nel 2008/2009. L’Atlético Madrid lo ingaggiò nel 2010 e lì costruì gran parte della sua leggenda, con una parentesi al Chelsea prima di tornare nuovamente a Madrid.

Con la nazionale brasiliana disputò il Mondiale 2018 e vinse la Copa América 2019, confermandosi protagonista anche in maglia verdeoro.

Il ritorno al Flamengo: quando il cuore chiama

Nel 2019 decise di tornare in Brasile, proprio al Flamengo che aveva sempre sognato. In quattro anni ha collezionato due Libertadores, un Brasileirão, titoli nazionali e internazionali, diventando un simbolo della squadra di Rio de Janeiro.

Quando annunciò il ritiro nel 2023, nessuno immaginava che la sua seconda vita calcistica sarebbe stata altrettanto luminosa.

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Dalle giovanili alla prima squadra: l’allenatore che continua a vincere

Subito dopo il ritiro, iniziò ad allenare l’Under 17 e vinse. Passò all’Under 20 e vinse ancora. I successi convinsero la dirigenza a promuoverlo alla guida della prima squadra nel settembre 2024. Da allora la sua bacheca si è arricchita di quattro nuovi trofei: Coppa del Brasile 2024, Supercoppa del Brasile e Campionato Carioca 2025, oltre al traguardo più emozionante per qualsiasi tifoso: sollevare un’altra Libertadores, questa volta da allenatore.

Filipe Luís ha espresso in modo profondo cosa significhi vincere come allenatore dopo averlo fatto da giocatore. Le sue parole mostrano un lato più intimo del successo: "Quando ho appeso gli scarpini al chiodo, in tanti davano per scontato che passare in panchina sarebbe stato quasi naturale. Ma nessuno ha visto le ore passate a interrogarmi, le analisi infinite delle partite fino al mattino, o quella paura sottile di non essere abbastanza. La Libertadores non l’ho vinta per dimostrare qualcosa agli altri… l’ho vinta per dimostrarlo a me stesso".

L'allenatore del Mengao ha proseguito: "Oggi, mentre sollevavo quel trofeo da bordo campo, ho capito qualcosa che non avevo mai capito da giocatore: allenare non vuol dire controllare tutto, ma significa avere fiducia. Non nei moduli o nelle lavagne, ma nelle persone che scendono in campo. Conoscevo già la sensazione di essere campione. Quello che non avevo mai provato era vedere gli altri diventarlo grazie al mio lavoro. È un tipo di vittoria diverso… forse il più importante della mia vita".

A 40 anni, Filipe Luís non è solo un campione. È la dimostrazione vivente che si può continuare a vincere con la stessa maglia, vivendo un sogno che non smette mai di rinnovarsi.

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