E' un momento difficilissimo per la Juventus. Non solo sul campo dove dovrà ripartire dallo sconfortante 1-0 di Lione in Champions League per provare ad arrivare ai quarti di finale di Champions, o dare il tutto per tutto domenica sera contro l'Inter, a porte chiuse, per riprendersi la vetta della Serie A. I problemi bianconeri sono anche economici e finanziari. Dopo la notizia dell'uscita dall'indice Ftse Mib, adesso è arrivata la conferma di un trend negativo delle azioni juventine impressionante: negli ultimi 20 giorni, e hanno perso il 34,7% del loro valore perdendo quasi 600 milioni di euro.

Il trend a ribasso

I dati provenienti dalla Borsa sono chiari: il 14 febbraio scorso le azioni juventine avevano chiuso a 1,2430 euro per azione, mentre la giornata di oggi ha visto il titolo ben al di sotto del valore di un euro per azione. Il che ha comportato anche la conseguente capitalizzazione di mercato che è crollata da 1,65 miliardi fino a 1,07 miliardi, con una quota di circa 580 milioni di capitalizzazione bruciata  in meno di un mese.

I fattori che hanno determinato il calo

Un disastro finanziario davanti al quale il club al momento non può fare nulla. Il crollo in borsa è avvenuto per differenti fattori che sono diventati tutti concomitanti in un periodo di tempo davvero ristretto. Ha inciso ovviamente la sconfitta di Lione in Champions League che ha posto dei dubbi sulla reale possibilità di qualificazione ai quarti di finale. Anche i risultati del primo semestre del 2019/2020 non sono stati all'altezza delle aspettative e adesso il problema Coronavirus incide e inciderà in futuro.

L'incidenza del Coronavirus

Quest'ultimo aspetto è determinante perché la Juventus sa già che dovrà disputare le prossime partite a porte chiuse, dunque, con una difficoltà in più che potrebbe determinarne i risultati finali. E davanti ai decreti governativi per il diffondersi dell'epidemia, questa situazione si protrarrà per tutto il mese di marzo, fino al prossimo 3 aprile, salvo un ulteriore prolungamento.