Si può discutere un attaccante che segna 25 gol in 26 partite di Serie A? La risposta sembra scontata, per non dire surreale: no, che non si può discutere. Anzi, non si dovrebbe. Anzi, sì può: nelle scorse settimane di grande sofferenza juventina qualcuno ha infatti indicato in Cristiano Ronaldo uno dei motivi per cui la Juve di Pirlo non può dispiegare completamente l'idea di gioco che il tecnico bresciano vorrebbe mettere in atto.

"Troppo individualista", "pensa solo ad arricchire i propri record personali", "non partecipa alla manovra", "in fase di non possesso la squadra è uno in meno": queste e simili punzecchiature – sia pur dette dopo aver premesso la stima come bomber seriale per il 36enne plurivincitore del Pallone d'Oro – si sono sentite soprattutto dopo l'eliminazione della squadra bianconera dalla Champions League per mano del Porto, quando il progetto Ronaldo-Juve al terzo anno è parso all'improvviso non del tutto realizzato, pur avendo messo in bacheca due Scudetti a suon di goal del portoghese.

La risposta del campione di Funchal è arrivata nel decisivo match contro il Napoli, recupero della gara rinviata lo scorso 4 ottobre. E non parliamo del gol che ha aperto le marcature, abitudine rimasta intonsa e mai contestata neanche dai critici. E del resto sarebbe impossibile il contrario, visto che da quando è approdato alla Juve Ronaldo ha realizzato un bottino stratosferico di 97 reti in 125 presenze, con buona pace di chi voleva vederlo all'opera "con le difese italiane, altra storia".

Il gol è stato il meno: contro gli azzurri si è visto un nuovo Ronaldo, certificato da una statistica sorprendente. Cristiano è stato infatti il giocatore della Juventus con più possessi guadagnati, ben 7, lo stesso dato di Danilo e Alex Sandro.

Un Ronaldo rabbioso, a tutto campo, dedito al sacrificio quando la palla ce l'hanno gli altri. Non esattamente qualcosa che siamo abituati a vedere. E quanto sia importante avere il tuo fuoriclasse e uomo simbolo che sveste i panni del tenore e mette quelli dell'operaio, lo certificano le parole di un estasiato Andrea Pirlo a fine partita.

"Oggi si è visto lo spirito Juve, con questo tutto diventa più facile. Quando ti sacrifichi in undici per tutta la partita, poi ne trai giovamento. Anche Ronaldo è stato bravissimo a rientrare quando qualcuno era fuori posizione, lo abbiamo visto rincorrere gli avversari".

Contro il Napoli serviva metterci qualcosa in più, qualcosa che non entra nell'almanacco dei record: Ronaldo lo ha decisamente fatto.