Fin dall’introduzione della tecnologia per aiutare gli arbitri nell’applicazione delle regole, i vertici calcistici non hanno mai smesso di puntare alla perfezione. Glielo chiedono soprattutto tifosi e addetti ai lavori: se prima dell’avvento di Goal Line Technology e Video Assistant Referee (Var) l’errore veniva accettato più serenamente, o quantomeno si forniva al direttore di gara l’attenuante di non aver visto bene l’episodio, adesso con tutti i supporti a disposizione le “sviste” vengono spesso mal digerite. Dopo aver eliminato per sempre i dubbi sul gol-non gol grazie alle telecamere lungo la linea di porta del sistema Hawk-Eye, adesso la Fifa punta a un Var “semi-automatico” e guidato da un’intelligenza artificiale per la rilevazione del fuorigioco.

Ad oggi, infatti, ci sono ancora diversi fattori umani che incidono sull’identificazione dei due fattori chiave nel calcolo dell’offside: il momento di impatto con il pallone, e la posizione di attaccante e penultimo difendente. Per quanto riguarda il primo, fondamentale è la scelta del frame corretto, che viene scelto manualmente dal Var e potrebbe non coincidere con il reale istante in cui avviene il passaggio. Sul secondo, invece, sono stati fatti enormi passi avanti con l’introduzione della tecnologia Cross-air, che permette la perfetta proiezione sul terreno di gioco della parte del corpo più avanzata di attaccante e difensore. Ma la scelta di questa parte del corpo resta soggettiva e avviene sempre in maniera manuale. Nei casi di fuorigioco di pochi centimetri – inoltre – la rilevazione può impiegare diversi minuti, cosa che fa intendere a chi guarda le partite la difficoltà dell’operazione e le fa perdere credibilità, oltre a rallentare il gioco.

Come funziona l'intelligenza artificiale

L’obiettivo della Fifa è automatizzare l’intero processo, in modo da renderlo istantaneo e più accurato. Per farlo si è affidata ad alcune aziende, tra le quali la svedese ChyronHego, vincitrice nel 2018 dell’Emmy Award per la tecnologia e l’ingegneria grazie al suo sistema di tracciamento ottico applicato allo sport. La compagnia gode di grande attendibilità tra le società sportive e alcuni media, perché da anni fornisce dati per grafiche tridimensionali, match analysis e report sulle prestazioni dei calciatori. Combinando l’intelligenza artificiale che segue il pallone (per determinare il momento di contatto) con il tracciamento degli arti e del modello scheletrico dei calciatori ricavato dall’incrocio di diverse telecamere, un team di tecnici ha sviluppato il software Tracab OCT (Offside Calling Technology), capace di determinare in modo infallibile se un calciatore si trova o meno in posizione irregolare.

Il Sistema applica un algoritmo molto sofisticato per identificare le parti cruciali del corpo, come la testa, le spalle, i fianchi, le ginocchia, fino alle dita dei piedi e il tallone”, spiega Ian Wray, direttore sportivo del progetto. “Questi dati – prosegue – permettono la creazione di movimento tridimensionale dello scheletro del calciatore preciso fino alla punta dei piedi. Il tutto viene fornito istantaneamente ai Var per prendere una decisione”. Per visualizzare al meglio le informazioni, l’OCT si appoggia su uno strumento ottico chiamato “Virtual Football” che renderizza una linea del fuorigioco virtuale basata sulle posizioni rilevate dal programma.

Il Sistema, che è già stato sperimentato offline durante il Mondiale per Club del 2019, ha ricevuto la certificazione del Fifa Quality Programme, e attraverserà una fase di sperimentazione per tutto il 2021 con l’obiettivo di implementarlo per i Mondiali in Qatar nel 2022. “Vogliamo uno strumento di supporto simile alla Goal Line Technology, non programmato per prendere la decisione, ma per fornire agli arbitri quante più informazioni possibili e in breve tempo”, ha dichiarato Johannes Holzmuller, direttore del dipartimento di sviluppo tecnologico del calcio per la Fifa. Come chiesto dall’Ifab, l’organo internazionale che si occupa di modificare le regole del calcio e vigila sulla loro applicazione, l’algoritmo verrà infatti utilizzato soltanto per stabilire l’esatta posizione dei calciatori. Starà poi agli arbitri stabilire l’eventuale ed effettiva influenza nel gioco, che rende punibile la posizione irregolare.

Il prossimo incontro per valutare i risultati dei test e eventuali problemi riscontrati in fase di sperimentazione è previsto agli inizi di luglio. ChyronHego ha fatto sapere che lavorerà al fianco degli organi calcistici per “rifinire, evolvere e migliorare ancora di più” il sistema. La Fifa intanto si sta interrogando sul modo migliore per presentare ai tifosi all’interno dello stadio le decisioni assunte grazie ai nuovi strumenti tecnologici in modo da garantire – oltre alla perfetta accuratezza – anche la massima trasparenza.